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Ott
28

ULTIMORA: ARRESTATI I 4 PRESUNTI SCAFISTI DEL TRAGICO SBARCO DI LUNEDI A POZZALLO

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Sono stati individuati e sottoposti in stato di fermo d’indiziati di delitto i quattro presunti scafisti del tragico sbarco conclusosi lunedì scorso al largo di Pozzallo con la morte di un somalo di 25 anni, dopo circa una settimana di navigazione dalla Libia tra le intemperie del mare grosso su un barcone carico di 304 disperati.

 

Le manette sono scattate per Rafat Moatemid, egiziano di 34 anni; Karim Al Braui, eigiziano di 25 anni; Amaniel Ashmelash, eritreo di 36 anni e Huruy Gyssau, sudanese di 26 anni. I quattro scafisti sono stati individuati grazie agli interrogatori condotti dalla Squadra mobile, coordinata dal dirigente Francesco Marino, e dalla Guardia di finanza, con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato di Roma e della sezione Operativa Navale di Pozzallo e Stazione Navale di Messina delle Fiamme gialle.

Un lungo e certosino lavoro info-investigativo condotto senza sosta nel centro di permanenza temporaneo del porto di Pozzallo, dove sono ospitati i disperati, quasi tutti richiedenti asilo politico. Stando alle indagini condotte dalle forze dell’ordine, i quattro presunti scafisti sottoposti a fermo d’indiziati di delitto, avevano tentato di mescolarsi al folto gruppo di disperati, al fine di eludere le ricerche condotte da poliziotti e finanzieri. Un tentativo risultato vano.

Nonostante le presunte minacce rivolte dal quartetto ai clandestini, affinché non rivelassero nulla, le forze dell’ordine hanno individuato i presunti responsabili del tragico sbarco culminato in tragedia. I quattro presunti scafisti sono stati rinchiusi nel carcere di Modica Alta. Sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura dopo la morte del somalo, la cui autopsia è prevista per le prossime ore. Un brillante risultato conseguito dalle forze dell’ordine a poche ore dal tragico episodio, come aveva preannunciato il questore Giuseppe Oddo nel corso del vertice interforze tenutosi martedì mattina in prefettura a Ragusa.

Sono intanto 29 i clandestini ricoverati negli ospedali di Ragusa, Modica e Scicli. Sono tutti in buone condizioni di salute, a parte un bimbo di 2 anni, ricoverato al "Maggiore" di Modica con una broncopolmonite. Al piccolo è stata effettuata una trasfusione, essendo anemico.

PRESUNTI CASI DI SCABBIA AL PORTO DI POZZALLO

Tre casi di scabbia fra gli immigrati arrivati al centro di prima accoglienza a Pozzallo? La notizia è trapelata dal capannone dell’ex-Dogana dove sono ospitati gli immigrati dello sbarco di lunedì scorso, sebbene la Questura di Ragusa non confermi tale indiscrezione. Sarebbero stati i medici, inviati dal Ministero della Salute, a dare il primo quadro sanitario dei 293 immigrati che, nelle giornata di ieri, hanno trascorso il loro primo intero giorno di permanenza all’interno della struttura portuale di Pozzallo.

La giornata, infatti, per gli immigrati, era iniziata di buon’ora, quando gli agenti della Questura di Ragusa hanno cominciato i primi interrogatori. Identificazioni e fotosegnalamenti che hanno interessato l’intero gruppo arrivato a Pozzallo. Gli operatori sanitari, forse su segnalazione di qualche volontario della Protezione Civile, hanno sospeso temporaneamente i controlli, disponendo che i tre immigrati del centro fossero sottoposti alla profilassi prevista per contrastare l’infezione. L’intervento dei medici ha avuto anche uno scopo informativo per dare al personale della Protezione Civile, nonché alle forze dell’ordine presenti, i suggerimenti necessari per evitare il contagio. Gli interrogatori sono proseguiti nel pomeriggio. Applicando, in effetti, le norme comportamentali e terapeutiche, si può escludere il contagio e anche il passaggio della patologia all’esterno. La cura ha previsto la somministrazione di antistaminici, per via orale, gli unici in grado di dominare l’infezione. Le persone affette da scabbia sono state isolate in una zona remota del centro di prima accoglienza. E vi resteranno fino a quando i medici non daranno il proprio benestare al reintegro col gruppo. Nessun caso di febbre, altresì, sarebbe accertato.

Due, invece, gli africani ricoverati che, in mattinata, hanno raggiunto l’ospedale di Modica, entrambi per problemi di disidratazione. Ricoverati che, nel pomeriggio, avevano già fatto il loro ritorno a Pozzallo. Nella serata di lunedì, due i casi più gravi, un bambino di due anni ricoverato nel reparto di pediatria dell’ospedale «Maggiore» con febbre alta e una donna giunta con il feto morto. Otto, in totale, i ricoverati ancora in cura fra gli ospedali di Modica, Scicli e Ragusa, fra cui le quattro donne incinte.

Entrando all’interno del capannone, sembra di assistere ad una scena di manzoniana memoria, un «lazzaretto», come è stato definito dalle forze dell’ordine, dove lamenti e imprecazioni riecheggiano assiduamente.

La situazione è monitorata dagli agenti della Polizia di Ragusa e dai Carabinieri della Tenenza di Modica. I militari, così come i volontari della Protezione Civile, hanno tutti l’ordine di indossare la mascherina, ogniqualvolta entrano all’interno del capannone.

Ieri, inoltre, si discuteva, fra le forze dell’ordine, di possibili trasferimenti presso i Cpt di Cassibile e Trapani, nella giornata di domani. Pare siano in cento, giovedì, nelle prime ore mattutine, a lasciare il centro di prima accoglienza, fra i primi ad abbandonare la città di Pozzallo.

Corrierediragusa.it

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