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Romina Licciardi denuncia dopo 10 anni delle presunte molestie sessuali subite in Cgil
Molestie sessuali. E’ la pesante accusa che la consigliera di parità all´ufficio provinciale del lavoro ed ex dipendente della Cgil Romina Licciardi ha lanciato ai vertici provinciali del suo stesso sindacato d’appartenenza.
Un’accusa gravissima, pesante come un macigno, che si aggiunge a quelle di mobbing e sfruttamento del lavoro nero. Romina Licciardi ha parlato a ruota libera nell’ambito di un incontro appositamente convocato per portare alla luce i presunti fatti. A cominciare proprio dalle proposte sessuali che sarebbero state avanzate senza tanti convenevoli alla stessa Licciardi da alcuni membri della Cgil, stando a quanto dichiarato dalla presunta vittima. "Ho tenuto tutto dentro per anni e ho sopportato frequenti proposte sessuali esternate anche con gestualità esplicite - ha detto la Licciardi - ma adesso non ce l´ho fatta proprio più, alla luce dell´ennesima umiliazione subita".
Tutto sarebbe cominciato con la mancata regolarizzazione contributiva dal 1998 al 2000. Durante questo biennio, difatti, la Licciardi avrebbe lavorato in nero. Poi il presunto episodio della tentata violenza sessuale che la signora Licciardi afferma di aver subito da parte di due esponenti del sindacato ibleo, nel 2000.
Ed ancora il ruolo di consigliera di parità, accettato per uscire da un sindacato «dove – afferma la Licciardi – mi sentivo persona non gradita». Alla scadenza del mandato, lo scorso Aprile 2009, la consigliera di parità rientra a settembre nell´organico Cgil e sarebbe diventata, secondo quanto riferito dalla Licciardi, oggetto di un clima vessatorio e pesante, che le avrebbe causato anche problemi di salute.
L´incredibile parabola che la signora Licciardi ha descritto si sarebbe conclusa con l´offerta, da parte della Cgil, di un verbale di conciliazione in sede sindacale, il 30 dicembre scorso, con la richiesta avanzata dai vertici di dimissioni irrevocabili dal sindacato, che la Licciardi avrebbe inserito nel carteggio in suo possesso.
Una richiesta che però, attraverso alcuni emissari, sarebbe stata seguita "dalla possibilità di conservare il posto negli uffici regionali – ha dichiarato Romina Licciardi – a patto di firmare il documento in oggetto. Ma il ruolo di consigliera – conclude la Licciardi - era in realtà già stato assegnato ad altra persona il 23 dicembre scorso". Romina Licciardi incassa intanto la solidarietà dell´Unione Donne Italiane regionale, pronta a costituirsi parte civile in caso di processo. Si attende adesso la replica della segreteria provinciale della Cgil.
Non si è fatta attendere la replica della Cgil. In una nota la segreteria provinciale informa d´aver inviato una missiva alla procura di Ragusa affinchè siano accertati i fatti denunciati dalla Licciardi, "perchè la Cgil - si legge testualmente - non ha proprio nulla da nascondere. Stranisce invece - prosegue la nota - che la Licciardi abbia deciso di parlare solo un decennio dopo i presunti fatti. Nessuno avrebbe potuto danneggiare in alcun modo la Licciardi - conclude la nota - se non lei stessa o il suo compagno e convivente (l´ex segretario provinciale della Cgil Tommaso Fonte, n.d.r.)".
Corrierediragusa.it
