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Mag
23

Ragusa: il matricidio-suicidio ha sconvolto il territorio ibleo. La fine di una famiglia normale

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Ha sconvolto un’intera provincia il matricidio-suicidio di Ragusa. Daniele Arestia, 37 anni, prima uccide la madre di 65 anni, Nunziata Pluchino, sfondandole la testa con un pesante attrezzo da palestra, una pedaliera per lo step, poi infierisce sul corpo esanime sferrandole mezza dozzina di coltellate, infine si toglie la vita.

 

E’ la tragedia assurda che l’altra notte si è consumata in un appartamento di via Anfuso, nella zona residenziale, poco distante dal palazzetto di via Zama, nei pressi del centro commerciale Le Dune. Sul fatto di sangue sta indagando la Squadra mobile, coordinati dal dirigente Francesco Marino. I poliziotti sono stati chiamati dalla figlia della vittima, che ha fatto l’agghiacciante scoperta. La donna, che si era recata di buon mattino a far visita alla madre: la donna era priva di vita in una pozza di sangue.

Nonostante lo shock, la figlia ha trovato il coraggio di chiamare il 113. Gli agenti hanno notato l’assenza del figlio della vittima, subito sospettato d’essere l’autore dell’omicidio sulla base degli indizi rinvenuti sulla scena del crimine. Le vistose tracce di sangue erano presenti in altre stanze e fra gli abiti insanguinati lasciati nel vestibolo. Madre e figlio, difatti, vivevano assieme, come confermato dalla congiunta in lacrime. Il padre era venuto a mancare quattro anni fa.

Pochi minuti dopo, l’altra macabra scoperta: il corpo senza vita di Daniele Arestia era riverso a terra nei pressi di un terreno poco distante dall’edificio. Il giovane, annientato dal rimorso per l´agghiacciante delitto del quale si era macchiato, si era tolto la vita sferrandosi coltellate al torace e squarciandosi a morte la gola con lo stesso coltello utilizzato per ferire a morte la madre. Secondo la ricostruzione della Squadra mobile, il corpo del giovane era completamente nudo.

I vestiti e gli effetti personali dell’uomo erano difatti stati rinvenuti dalla polizia nell’appartamento teatro del matricidio. Inspiegabili al momento i motivi del duplice, folle gesto. La tragedia si è compiuta nell’alloggio del lotto 82, al sesto piano del palazzo della zona residenziale, nel cuore della notte. I vicini avevano udito grida e rumori, ma mai avrebbero immaginato una simile tragedia. I rilievi sono stati effettuati dalla Polizia scientifica, alla presenza del sostituto procuratore Carmelo Petralia. Il giovane viene descritto da amici, parenti e conoscenti, come una persona tranquilla, calma e affabile.

Tra Daniele Arestia, la madre a la sorella, che viveva altrove con la sua famiglia, c’era un bel rapporto. La donna era titolare di un noto negozio di ceramiche in via dei Frassini a Ragusa. Il figlio, che viveva con la madre, era disoccupato e l’aiutava a gestire il negozio. Ma da qualche giorno Daniele era un po’ depresso. Forse questo temporaneo stato di malessere interiore ha fatto da detonatore al repentino raptus omicida di Daniele Arestia.

Poi sconvolto dalla vista del sangue della madre alla quale egli stesso aveva tolto la vita, il giovane si è spogliato ed è uscito nudo di corsa in strada, con il coltello in mano. Daniele Arestia ha raggiunto il vicino campo e si è accovacciato dietro ad un muro a secco, tra la vegetazione, dove si è inferto le coltellate al torace e squarciato la gola.

UN ISPIEGABILE OMICIDIO - SUICIDIO MATURATO NELLA RAGUSA BENE

E´ la prima volta dopo tanti anni che un fatto di sangue del genere matura in provincia in un ambiente bene. I recenti episodi tragici di Comiso, dove una donna ha accoltellato la madre nel sonno, e di Modica, dove un uomo ha ammazzato il padre a bastonate e un marito ha sfondato la testa delle moglie con una pietra, si sono registrati in ambiente familiari degradati, ai limiti dell´indigenza. Le persone coinvolte soffrivano di disturbi della psiche e comunque vivevano in condizioni economiche precarie.

In questo caso il discorso è stato decisamente diverso. La famiglia Arestia era simile alle altre migliaia di nuclei familiari della Ragusa borghese e benestante.

Eppure la molla della follia è scattata lo stesso, forse diretta conseguenza di quella crisi economica che coinvolge un po´ tutti. Forse il giovane, che non aveva un lavoro, ha chiesto soldi alla madre. Magari la donna si è rifiutata di darglieli e nel figlio si è accesa la scintilla della follia omicida. Poi il lume della ragione era tornato nel giovane, quando la tragedia era ormai compiuta. Daniele Arestia, vinto dal rimorso, ha dunque deciso di farla finita nel più agghiacciante dei modi. Queste sono solo ipotesi che dovranno essere acclarate dalle indagini della polizia.

Corrierediragusa.it

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