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RAPINA CON SPARATORIA ALLE POSTE DI VITTORIA. INCARDONA. "ADESSO BASTA"
Novemila euro. E’ questo il bottino di una rapina a mano armata consumatasi oggi pomeriggio intorno alle 14,00 all’ufficio postale della centralissima via Matteotti a Vittoria. Tre banditi armati di pistola e con il volto travisato da passamontagna hanno fatto irruzione all’interno delle poste ed hanno puntato le armi contro gli impiegati costringendoli a farsi consegnare il denaro. Ma al momento della fuga qualcosa non è andato come previsto. Secondo il racconto di alcuni testimoni i tre non sono riusciti ad uscire dalle porte d’emergenza, rimanendo bloccati nella bussola centrale di ingresso. A quel punto un complice che si trovava all’esterno ha cominciato a sparare contro il vetro blindato. I colpi esplosi hanno scatenato il panico tra i clienti. Le schegge di vetro esplose in aria hanno ferito due cittadini che si trovano ricoverati all’ospedale Guzzardi di Vittoria. La polizia ha iniziato l’inseguimento dei banditi che erano fuggiti in direzione di Pedalino. Due persone sono state condotte in commissariato per accertamenti ma non si sa ancora se sono coinvolti nella rapina.Carmelo Incardona, presidente provinciale di AN, ha detto che “Vittoria non può continuare a essere preda della criminalità!. “Vittoria non può continuare ad essere preda della criminalità!”, questo il commento dell’on. Carmelo Incardona appena ha appreso della rapina perpetrata poche ore fa ai danni dell’ufficio postale Centro di Via Matteotti”. “È assurdo – continua l’on. Incardona – che il Governo nazionale, anche attraverso i suoi organi periferici, non si renda conto che la misura è ormai veramente colma e che la città è un continuo bersaglio di azioni criminose di ogni genere. È una città allo sbando! La gente ha paura e non si sente più tutelata. Possibile che il Ministro degli Interni non faccia nulla di concreto? È sotto gli occhi di tutti che ormai siamo all’ultima spiaggia e non è più possibile continuare così! È necessario che lo Stato assuma misure straordinarie per quanto concerne gli organici delle forze dell’ordine perché le unità attualmente operanti nel territorio, pur compiendo il loro dovere fino in fondo, non bastano a contrastare una criminalità sempre più temeraria e feroce”.
