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Ott
18

Due bimbi scomparsi, giocavano vicino alla Questura

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Prima l´abbraccio con le forze dell´ordine e poi il commosso «grazie, grazie a tutti» di un giovane zio finalmente gaudente ha suggellato di letizia il pomeriggio di grande paura, vissuto domenica dalla città. Oltre due ore di autentico incubo, per fortuna a lieto fine.

 

I piccoli D., 4 anni, e L. 8 anni, dopo essere stati ritrovati dai carabinieri a quasi due chilometri da casa, nei pressi di «Ragusa al forno» di via Archimede, vicino alla rotatoria con via Plebiscito, poco dopo le 20 erano appena risaliti nelle loro abitazioni di via Ducezio, a due passi proprio dalla Questura. Finalmente tra le braccia dei genitori (mamma Donatella e papà Davide per D., la mamma e gli altri parenti per L.). Genitori e parenti, finalmente scevri, come l´intera città e il plotone di forze dell´ordine che si era mosso alla loro ricerca, dall´incubo che li aveva tormentati per oltre due ore.

Da quando, intorno alle 18, i due bambini si erano letteralmente volatilizzati.

Erano scesi già da poco più di una mezz´oretta nel cortile interno dell´edificio, come facevano spesso, per giocare e rincorrendosi. Poi, così hanno detto ai genitori al ritorno a casa, avevano deciso spontaneamente di "fare una passeggiatina". Solo una "passeggiatina", senza essere attirati da alcuno. Varcato il cancello del garage, avevano scarpinato davvero a lungo per raggiungere la parte alta di via Archimede.

L´allarme verso le 18.30: si erano mobilitati tutte le pattuglie e gli agenti disponibili della Questura, ma anche i carabinieri, i vigili urbani ed i vigili del fuoco. Oltre a centinaia di volontari. Il timore era inanerrabile: «Temevamo – ha spiegato il questore Filippo Barboso – che i due ragazzini si fossero addentrati per vie delle Miniere, laddove insistono, come è noto, parecchie cave e grotte dell´ex Anic. Zone con tanti sentieri, dove già un adulto deve muoversi con circospezione per i pericoli di precipitare nei baratri, figurarsi dei bambini e per di più al buio.

Per questo i vigili del fuoco erano accorsi con le cellule fotoelettriche, cominciando a perlustrare palmo a palmo l´area. Ma nel contempo, le pattuglie di polizia, carabinieri e vigili urbani battevano ogni via e stradina della città, anche quelle più lontane».

Ed in effetti, a parecchia distanza dalla casa dei due bimbi (nessuna parentela, solo condomini e amichetti) una gazzella dell´Arma ha notato ed immediatamente "prelevato" i due ragazzini, neanche tanto impauriti.

Anzi galvanizzati di quella "passeggiatina" che, però, è costato due ore di autentico strazio ai propri genitori.

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