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Donati fegato e reni di Antonino Cappello. Il direttore sanitario Pacini: "Fatto il possibile"
Fegato e reni. Sono gli organi espiantati ieri dalla salma di Antonino Cappello, il modicano di 37 anni deceduto sabato pomeriggio nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Civile» di Ragusa. Le condizioni cliniche dell’uomo si erano aggravate a causa delle complicanze sorte in fase di anestesia nella struttura privata della «Clinica del Mediterraneo» di via Fieramosca, dove il paziente doveva essere sottoposto venerdì scorso ad un intervento di tiroidectomia.
Dopo il lavoro dei medici della struttura privata per stabilizzare le condizioni cliniche, il paziente era stato trasferito d’urgenza al «Civile», dove i sanitari avevano preso atto del gravissimo quadro clinico-neurologico del paziente, che versava in stato di coma profondo. Poche ore dopo, nel primo pomeriggio di sabato, la morte cerebrale.
La moglie di Antonino Cappello, in un lodevole gesto d’umanità compiuto in un momento di atroce dolore, ha acconsentito all’espianto degli organi. La direzione generale dell’Asp 7 aveva quindi avvisato il Centro regionale per i trapianti. L’equipe specializzata dell’Ismett di Palermo ha quindi prelevato fegato e reni, organi che serviranno a salvare delle vite e il cui espianto non influiscono sugli esiti dell’autopsia sulla salma di Cappello, disposta nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura per far luce sull’accaduto. Al momento non ci sarebbe nessun nome iscritto nel registro degli indagati.
