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Decesso Cappello: indagati medici chirurghi, cardiologi e anestesisti. Domani i funerali
E’ stata restituita nel tardo pomeriggio di ieri ai familiari la salma di Antonino Cappello, il modicano di 36 anni deceduto sabato scorso al «Civile» di Ragusa dopo le complicanze sorte circa 24 ore prima alla «Clinica del Mediterraneo» durante l’anestesia. L’uomo doveva essere sottoposto ad un intervento alla tiroide, ma la situazione clinica del paziente sarebbe all´improvviso peggiorata.
GLI ESITI UFFICIOSI DELL´AUTOPSIA
L’autopsia effettuata all’obitorio del cimitero di Ragusa superiore avrebbe confermato, seppur in maniera ufficiosa, le cause del decesso: anossia, ovvero la mancanza di ossigeno al cervello. Il medico legale si è preso i canonici 90 giorni di tempo per la perizia, ma è molto probabile che gli esiti ufficiali vengano resi noti prima.
SETTE NOMI NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI
Fino ad allora l’avvocato Antonio Borrometi, nominato dalla famiglia Cappello, attenderà gli sviluppi dell’inchiesta avviata dalla procura di Ragusa, che vede sette nomi iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di medici chirurghi, cardiologi ed anestesisti della «Clinica del Mediterraneo», a carico dei quali è prospettabile l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso.
L´INDAGINE INTERNA E L´ISPEZIONE MINISTERIALE
All’indagine della procura si affianca quella interna avviata dalla direzione sanitaria della struttura, e l’ispezione disposta dall’assessorato regionale alla sanità. La sala operatoria della «Clinica del Mediterraneo» resta sotto sequestro giudiziario, ma nella struttura privata convenzionata con l’Asp 7 e sprovvista di rianimazione, sono già riprese le operazioni chirurgiche, che vengono praticate nelle altre due sale operatorie, dopo il nulla osta dei carabinieri del nucleo antisofisticazioni.
IL DIRETTORE SANITARIO PACINI: "ABBIAMO FATTO IL POSSIBILE"
Intanto il direttore sanitario della «Clinica del Mediterraneo» Salvatore Pacini si dice vicino al dolore della moglie e dei familiari del modicano, ribadendo che per il paziente è stato fatto tutto il possibile.
LA CAMERA ARDENTE A DONNALUCATA E I FUNERALI
Lunedì sera nell’abitazione di via Bari a Donnalucata, dove Antonino Cappello risiedeva con la moglie e le 4 figlie in tenera età, c’era un rado viavai di persone per la camera ardente. Nessuna luce di Natale in quella zona desolata a ridosso dell’ex mercato ortofrutticolo. La famiglia ha preferito non rilasciare nessuna dichiarazione, chiudendosi in un composto dolore. I funerali di Antonino Cappello, che fino a due mesi fa gestiva una rivendita di ortofrutta in piazza Corrado Rizzone a Modica, saranno celebrati mercoledì alle 10 nella chiesa di Santa Caterina da Siena a Donnalucata.
IL RICORDO DI ANTONINO CAPPELLO
Un gran lavoratore dal carattere riservato, che si faceva vedere poco in giro. Così i vicini di casa descrivo Antonino Cappello. Nell’abitazione di via Bari a Donnalucata ci stavano la moglie, casalinga, e le quattro figlie di età compresa tra i 5 e i 12 anni. Cappello, in quella casa, ci passava praticamente solo la notte. Spesso difatti non tornava neanche per pranzare. Fino a un paio di mesi fa Cappello gestiva un’avviata salumeria e rivendita di ortofrutta in piazza Corrado Rizzone, nel centro storico di Modica.
CAPPELLO: DA UN LAVORO AD UN ALTRO
Il negozio era praticamente la seconda casa di Antonino Cappello. Poi l’uomo cedette l’attività, ma si faceva sempre vedere in zona, e con i commercianti aveva mantenuto un solido rapporto d’amicizia. Da qualche settimana, Antonino Cappello si occupava della consegna a domicilio delle bombole gpl nello Sciclitano. Si alzava spesso presto la mattina e si metteva alla guida del suo furgone.
LA DECISIONE DELL´OPERAZIONE, IL DECESSO E LA DONAZIONE DEGLI ORGANI
Poi la decisione di operarsi alla tiroide, troppe volte rinviata a causa dei molteplici impegni. Purtroppo le fasi iniziali dell’anestesia nella «Clinica del Mediterraneo» venerdì scorso si sono rivelate fatali. La moglie ha deciso per l’espianto degli organi. Fegato e reni sono stati dunque prelevati per far vivere altre persone.
