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15

Un trentenne si toglie la vita a Ragusa perchè licenziato. La Uil denuncia: "Un vero dramma"

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«Togliersi la vita a trent’anni. Un dramma di cui non ci saremmo mai voluti, e dovuti, occupare». Il segretario provinciale della Uiltucs, Angelo Gulizia, esprime il proprio rammarico e il profondo dolore per quanto accaduto, in queste ultime ore, ad un giovane operatore, residente a Ragusa, della grande distribuzione.

 

Il giovane si è impiccato nella sua abitazione estiva in territorio di Santa Croce. Pare che la causa dell´insano gesto sia imputabile al licenziamento, per il quale da qualche giorno il trentenne non riusciva a darsi pace. Del giovane non si avevano più notizie da 24 ore e i familiari ne avevano denunciato la scomparsa. Poi, l´amara scoperta.

«Non vorremmo che tutto ciò – spiega Gulizia – fosse addebitabile solo ai seri problemi di lavoro che il giovane stava attraversando e che lo stesso, in più di una occasione, ci aveva comunicato. Se così fosse, anche perché il ragazzo era a capo di una famiglia con un bambino di pochi anni, sarebbe un dramma in cui ciascuno, per i propri livelli di competenza, deve assumersi le proprie responsabilità.

Ogni giorno che passa, assistiamo a vere e proprie situazioni disperate che ci convincono che ancora non esiste, da parte dei rappresentanti delle istituzioni e della politica, la reale percezione di ciò che sta accadendo. Drammi che si consumano sulle spalle di ciascuno di noi, spesso in maniera silenziosa. Oggi, nell’aver appreso questa notizia, siamo rimasti attoniti, oltre che sconvolti. Non può andare avanti così. Una soluzione, ad un periodo che rischia di diventare ancora più complesso con il trascorrere dei mesi, deve pur essere trovata».

Ad esprimere il cordoglio alla famiglia, a nome di tutta la Uil, anche il segretario generale Giorgio Bandiera. «E’ un episodio limite – aggiunge – che ci fa comprendere ciò a cui stiamo andando incontro. Tra qualche mese il panorama complessivo è destinato a peggiorare perché molte imprese che, finora, avevano fatto ricorso alla Cassa integrazione, non avranno alcuna opportunità di attivare altri ammortizzatori sociali. E quindi non potranno far altro se non licenziare. I drammi che si consumano nelle varie famiglie devono spingerci ad un impegno straordinario. Non vogliamo strumentalizzare il dolore di nessuno. Stiamo dicendo che la situazione nel mondo del lavoro della provincia di Ragusa è gravissima e che in pochi se ne sono realmente accorti».

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