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Palloncini bianchi e lacrime amare ai funerali del piccolo Ivan
La bara bianca ha strappato lacrime amare alle centinaia di persone che questo pomeriggio hanno rivolto nella chiesa dei Salesiani a Ragusa l’ultimo saluto a Ivan Cannata, stroncato ad appena undici anni da un aneurisma cerebrale causato da una malformazione congenita che la vittima si portava dietro dalla nascita, ma di cui fino alla tragedia non si sospettava l’esistenza.
Tantissimi bambini, gli amici di Ivan, hanno gremito il tempio, mentre il sacerdote cercava, nella sua omelia, di dare un senso a quanto accaduto. «Ciò che Dio dà, Dio toglie. Siamo tutti spaventati e attoniti – ha detto il prete – dinanzi alla grave perdita di un bambino di appena undici anni, ma dobbiamo farci forza». Di Ivan è stata ricordata la bontà d’animo. Il bambino metteva da parte i soldi per fare piccoli regali alle persone a lui care.
La scorsa estate Ivan, ottimo podista ma anche calciatore provetto, aveva partecipato ad un campus del Milan. Proprio gli osservatori del club rossonero seguivano con interesse questo ragazzino con alle spalle una storia personale complicata. Ivan, che proveniva da una famiglia modesta trasferitasi da Santa Croce a Comiso, e poi a Ragusa, aveva un fratello e una sorella poco più grandi di lui e viveva dalle suore, a causa di alcune difficoltà economiche. Ivan il terribile, come veniva soprannominato in maniera affettuosa per la sua incredibile voglia di vivere e, soprattutto, di correre, sarebbe potuto emergere, magari nel calcio.
Ma il destino non gliene ha lasciato il tempo. Palloncini bianchi al cielo e un composto battito di mani hanno accolto la bara bianca all’uscita dalla chiesa, preceduta dalla madre e seguita dal padre, storditi dal dolore. Il corteo funebre è sfilato lungo corso Italia, sotto una leggera pioggia che rendeva il contesto ancora più triste. L’ultima corsa di Ivan.
LA CRONACA DELLA TRAGEDIA
Poteva essere una giovane promessa dell’atletica leggera, ma un sospetto aneurisma ha spento anzitempo la sua giovane vita. Ivan Cannata, 11 anni, si è sentito male a scuola, la media «Hodierna» di Ragusa. Immediati i soccorsi e il ricovero urgente al Civile. I medici non hanno potuto fare nulla per rianimare lo sfortunato bambino, trasferito d’urgenza sabato scorso in elisoccorso all´ospedale Cannizzaro di Catania, dove è deceduto ieri.
Il bambino, le cui condizioni si erano presentate subito gravi, era entrato in coma a quanto pare per insufficienza respiratoria. Ivan Cannata, che praticava l’atletica leggera, non aveva mai mostrato sintomi evidenti legati a problemi cardiaci.
Poi l’improvviso malore a scuola, mentre stava seguendo le lezioni. Ivan Cannata, originario di Santa Croce Camerina, da circa un anno residente a Ragusa, viveva nella comunità alloggio delle suore del Sacro Cuore di via Mariannina Schinina.
La camera ardente è stata allestita ai salesiani. Scene strazianti con la madre del bambino che non si dava pace, dinanzi alla piccola bara bianca. Un via vai commosso di persone ha reso omaggio alla salma. I compagnetti di Ivan lo hanno salutato con un commovente striscione: "Hai corso troppo veloce e sei arrivato troppo presto". I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio alle 15,30 sempre ai salesiani.
