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Mar
30

Il professore Massimo Civello rassegna le dimissioni da primario di chirurgia del Civile

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Il professore Ignazio Massimo Civello non è più il direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia dell’ospedale Civile di Ragusa. Lo stesso Civello ha difatti rassegnato le sue dimissioni da primario dell’ospedale ragusano. Lo comunica l’Asp 7 di Ragusa in una nota.

 

Civello era stato sospeso dal servizio per le note vicende giudiziarie. Per garantire la necessaria continuità di un settore così delicato come la chirurgia, l’Asp aveva provveduto ad assegnare l’incarico di sostituzione provvisoria al professore Vincenzo Minutolo dell’Università di Catania, incarico già prorogato di altri due mesi.

Preso atto delle dimissioni del professore Civello, l’Asp assicura gli utenti che si procederà a breve alla ridefinizione dell’assetto dirigenziale della struttura complessa di chirurgia del Distretto Ospedaliero Rg 1, al fine di garantire una stabile organizzazione di questo nodo importante della sanità iblea.

Civello era stato arrestato a metà gennaio con l’accusa di concussione, lesioni personali e truffa ai danni del servizio nazionale a seguito di laboriose indagini condotte dai Carabinieri del Nas di Ragusa durate due anni.

Dal 2 al 5 febbraio scorsi i militari, in tutto una decina, avevano acquisito e sequestrato materiale ritenuto importantissimo ai fini dell’indagine condotta nei confronti dell’ex primario Ignazio Massimo Civello, rimesso in libertà su disposizione del gip Claudio Maggioni, che aveva accolto la richiesta dell´avvocato Michele Sbezzi.

Secondo indiscrezioni, nelle circa 800 cartelle sequestrate dai Nas, si configurerebbero altre ipotesi di reato relative a interventi chirurgici eseguiti sia nella struttura pubblica che nello studio privato di Civello. Tra i fascicoli prelevati dai militari, anche quello personale di Civello che racchiude tutti i vari passaggi dal suo trasferimento a Ragusa fino al giorno dell’arresto del 13 gennaio.

La perquisizione e il sequestro degli atti portavano la firma del procuratore capo della Repubblica Carmelo Petralia, il magistrato che aveva chiesto al gip Claudio Maggioni l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del chirurgo, modificata dal gip in arresti domiciliari. A fare scattare questo ulteriore provvedimento giudiziario, i nuovi esposti denuncia, alcuni dei quali anche anonimi, in tutto una decina, effettuati da pazienti che hanno subito interventi chirurgici da parte del professore modicano. Il personale dell’Asp e dell’ospedale Civile aveva fornito la massima collaborazione ai carabinieri.

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