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DRAMMA DELL'IMMIGRAZIONE.
Il comando generale delle Capitanerie di porto sta coordinando le operazioni di soccorso nei confronti di una piccola imbarcazione, partita circa 35 ore fa dalla Libia, con a bordo 46 persone (almeno 7 donne e 11 bambini) e, forse,3 cadaveri e che si srabbe capovolta. L'SOS telefonico è arrivato da una persona che parlava solo arabo e che non era in grado di fornire le coordinate. Si è saputo solo che il naufragio, sarebbe avvenuto tra ieri sera e la notte scorsa a 18 miglia a sud di Portopalo di Capo Passero. E' quanto emerso dall'ispezione medico legale compiuta sul corpo di un clandestino trovato morto sotto l'imbarcazione capovolta, che indossava un giubbotto di salvataggio. Durante le operazioni di recupero, vicino al gozzo, i militari della capitaneria di porto hanno trovato delle foto, una trousse da donna, un corano e un'agenda. Nelle ricerche in corso nella zona sono impegnate due motovedette della capitaneria di porto e un aereo della guardia costiera decollato da Catania. Il pattugliatore Minerva, invece, sta facendo rotta verso la zona dove è naufragato il barcone e dove, comunque, fino a questo momento, è stato recuperato solo il cadavere di un extracomunitario dall'equipaggio di un motopesca che ha lanciato l'allarme. Il corpo della vittima, un giovane di colore dall'apparente età di 20 anni, è stato già portato a Portopalo di Capo Passero da una motovedetta della Capitaneria di porto. All'operazione partecipano anche militari di Malta, perché il naufragio è avvenuto vicino alle loro acque territoriali. "Ci sono alcune zone del Mediterraneo che sembrano ormai diventate un mare di nessuno". E' il commento di Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, sulle ultime tragedie di clandestini che si registrano nel Canale di Sicilia. Boldrini, che si trova in questo momento a Lampedusa dove l'Unhcr opera con un proprio presidio per assistere i migranti che fanno richiesta di asilo, non nasconde un "profondo senso di avvilimento per quanto sta accadendo in una inconcepibile indifferenza generale". "Le notizie che giungono - conclude la portavoce dell'Unhcr - ci preoccupano enormemente perché nessuno sembra interessarsi alle tragedie del mare che ormai si ripetono costantemente, nel silenzio generale".
