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Set
20

OPERAZIONE OCTOPUS, FORSE COINVOLTO ANCHE IL COMUNE DI RAGUSA

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Ci sarebbero anche gare d’appalto che riguardano il comune di Ragusa, secondo quanto riposti un’ANSA di stamattina, fra quelle all’esame della polizia di Gela, che nella notte ha portato a termine l’operazione Octopus, relegando agli arresti domiciliari sette imprenditori di Gela, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta. Ad altri tre è stata imposta la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo le indagini, i dieci imprenditori avrebbero messo in piedi due cordate che pianificavano la partecipazione alle gare d'appalto del comune di Ragusa e, soprattutto, in quello di Gela (nei settori dei lavori pubblici, della manutenzione e dell'ecologia) e della provincia regionale di Caltanissetta. Per riuscire a pilotare l'aggiudicazione delle commesse di lavoro, secondo l'accusa stabilivano con congruo anticipo non solo i ribassi da effettuare ma anche chi fare partecipare alle singole gare. Le due cordate si differenziavano per la specializzazione acquisita nei lavori alle cui gare partecipavano. E per fare vincere l'impresa stabilita non si operava solo con i ribassi concordati ma anche con la presentazione di documenti incompleti o contenenti errori e vizi di forma tali da comportare l'esclusione automatica dalla gara. A redigere la documentazione di tutte le ditte erano solo quattro uffici. Le perizie tecniche sui documenti recuperati dai supporti telematici (la memoria dei computer sarebbe stata cancellata frettolosamente prima che la polizia procedesse al loro sequestro) e le intercettazioni telefoniche e ambientali, avrebbero permesso agli inquirenti di trovare conferma alle loro ipotesi investigative.
Questi i nomi degli imprenditori arrestati: Francesco Agati, 48 anni; Salvatore Di Dio, 67 anni; Nunzio Capizzello, 51 anni; Salvatore Capizzello, 55 anni; Giacomo Rosario Gerbino, 48 anni; Lorenzo Iaglietti, 64 anni; Carmelo Antonio Messina, 42 anni, tutti di Gela. I tre imprenditori sottoposti all'obbligo di firma giornaliera in un posto di polizia giudiziaria sono Giuseppa Ferrara, 43 anni, Giuseppe Lattaferro, 35 anni e Giovanni Giudici, 24 anni

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