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Ott
20

VIOLENZA INTRAFAMILIARE A RAGUSA

Inserito in // Notizie / Cronaca

ImageUn altro caso di violenza intrafamigliare risolto dalla Squadra Mobile. Le indagini hanno accertato che la sequela di azioni violente di L. I. ragusano, autotrasportatore di anni 45, attuate nei confronti della moglie, dalla quale era legalmente separato, aveva assunto connotazioni persecutorie e di inaudita violenza fisica fino al punto di provocare all’ex compagna un grave stato di disagio, malessere fisico e psicologico.

VIOLENZA INTRAFAMILIARE A RAGUSA. DENUNCIATO UN AUTOTRASPORTATORE DI 45 ANNI PER MALTRATTAMENTI ALL'EX MOGLIE. HA OTTENUTO GLI ARRESTI DOMICILIARI
Un altro caso di violenza intrafamigliare risolto dalla Squadra Mobile. Le indagini hanno accertato che la sequela di azioni violente di L. I. ragusano, autotrasportatore di anni 45, attuate nei confronti della moglie, dalla quale era legalmente separato, aveva assunto connotazioni persecutorie e di inaudita violenza fisica fino al punto di provocare all’ex compagna un grave stato di disagio, malessere fisico e psicologico.
La persecuzione attuata da L. I. anche sul posto di lavoro si estrinsecava con continue violenze fisiche anche in presenza dei figli. Il tutto teso a creare il vuoto attorno all’ex coniuge, isolandola dal suo contesto sociale e affettivo.
Gli elementi probatori forniti dagli investigatori della Squadra Mobile hanno consentito al P.M., Dr.ssa Monica MONEGO, di chiedere e ottenere dal G.I.P. di Ragusa, Dr. Vincenzo IGNACCOLO, la misura cautelare degli arresti domiciliari che impone al “marito persecutore” di non allontanarsi dal suo domicilio senza l’autorizzazione del giudice che procede. L’interessato è stato diffidato dal disattendere tale obbligo, pena la denuncia per evasione e l’applicazione di misure più severe.
Per fortuna sono sempre di più le donne maltrattate in casa che si rivolgo alle istituzioni trasformando una questione apparentemente privata in una problema pubblico. Un dato in forte crescita rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Il segnale di un aumentato malessere e disagio della donna e delle famiglie, siano esse “regolari” o di “fatto”, nonché di una maggiore determinazione delle donne ad uscire da situazioni di sofferenza, che le spinge ad informarsi sulle possibilità di aiuto e sostegno, oltre che sintomo di una aumentata fiducia delle donne nell’aiuto istituzionale per cercare soluzioni ai problemi legali connessi ai rapporti familiari e di coppia.
L’elaborazione del rispetto di sé e la consapevolezza dei propri diritti, rappresentano un’acquisizione crescente tra le donne, non più disposte a sopportare vissuti di violenze e maltrattamenti, sia psicologici, sia fisici.

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