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OPERAZIONE APACHE, ATTO SECONDO. IN MANETTE UN'OTTAVA PERSONA.
Marco Piscopo, 27 anni, pluripregiudicato, sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, era l’anello mancante all’operazione “Apache”.......
Marco Piscopo, 27 anni, pluripregiudicato, sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, era l’anello mancante all’operazione “Apache”, condotta ieri dai Carabinieri della compagnia di Ragusa, che aveva portato all’arresto di sette persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti, ricettazione e riciclaggio. Gli arrestati, lo ricordiamo, rubavano auto, motocicli e mezzi agricoli, smontavano i pezzi che potevano essere venduti sul mercato nero e bruciavano nelle campagne vittoriesi ciò che rimaneva delle vetture rubate. E Marco Piscopo, anche lui appartenete al clan malavitoso vittoriese, cugino di Alessandro e Gaetano Piscopo, era marito di Rosalba Gilberto, finiti tutti in manette nella stessa operazione. Ma mentre gli altri avevano un ruolo ben specifico lui poteva essere definito un tuttofare: era promotore e organizzatore, selezionava e rubava insieme alla moglie le auto, all’occorrenza le smontava. I Carabinieri lo hanno cercato per tutta la giornata di ieri, aiutati da unità cinofile, dal nucleo operativo ecologico di Catania, oltre che da un elicottero dell’elinucleo di Catania: numerose le perquisizioni nei luoghi dove avrebbe potuto trovare rifugio. Setacciate le abitazioni di parenti, amici e conoscenti fino a quando nel tardo pomeriggio Marco Piscopo si è presentato spontaneamente in caserma accompagnato dal suo legale. Anche lui si trova adesso nel carcere di Ragusa in attesa degli interrogatori, che cominceranno forse in giornata. Toccherà prima a Vincenzo Ignaccolo, Giudice per le indagini preliminari, ascoltare gli indagati seguito da Monica Monego, Pubblico Ministero
