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ORDINE DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE PER TRE PALERMITANI PRESENTI AUTORI DI RAPINE IN DIVERSE BAN
Un’attività di indagine difficile che, però, ha portato alla fine a scoprire gli autori di ben cinque rapine in banca, in provincia di Ragusa, tra maggio e settembre dello scorso anno.....
Un’attività di indagine difficile che, però, ha portato alla fine a scoprire gli autori di ben cinque rapine in banca, in provincia di Ragusa, tra maggio e settembre dello scorso anno.
Le manette, nell’azione congiunta fra Squadra Mobile e Carabinieri, sono scattate ai polsi di tre palermitani, in carcere all’Ucciardone e ad Agrigento, per altri motivi.
Un lavoro sinergico fra militari ed agenti della Mobile, che ha permesso di scoprire chi, materialmente, aveva preso di mira tre volte ed in periodi diversi (26 luglio, 6 settembre e 27 settembre), la Banca Agricola di Santa Croce Camerina, il Banco di Sicilia di Vittoria lo
scorso 18 maggio e la Banca Agricola di Acate il 4 settembre.
Colpi, che, alla fine, avevano fruttato alla banda un bel bottino di 120.000 euro.
A ricevere l’ordinanza i custodia cautelare in carcere, sono stati i fratello Benedetto e Paolo Marino, di 30 e 24 anni, e Antonino Rotolo, di 27 anni, come detto tutte tre palermitani, con precedente penali specifici e che, per mettere a segno i loro colpi in banca, usavano un metodo assolutamente collaudato e, evidentemente, messo bene a punto, visti i risultati positivo delle loro malefatte.
A turno, infatti, uno entrava in banca a viso scoperto, come una sorta di apriopista senza destare sospetti; poi, dopo aver cacciato fuori un taglierino, minacciava i presenti e faceva entrare i complici, solitamente con il volto coperto.
Qui i tre razziavano via tutto ciò che era possibile, scappando su un’auto solitamente rubata.
Per gli inquirenti, si è attratto di una banda altamente specializzata e parecchio pericolosa.
I tre, come detto, sono rinchiusi in carcere ad Agrigento e Palermo per altri reati e lì sono stati raggiunti dal provvedimento restrittivo emesso dal giudice Saito del tribunale di Ragusa, su richiesta del sostituto procuratore Rota.
