Com’è possibile? Dove sono andate a finire? Come chi ? Ma le donne che avrebbero dovuto rappresentare i cittadini nei consigli comunali! Partendo da Modica per finire ad Acate sono solo tre le donne che siederanno sui banchi delle aule consiliari insieme ai colleghi uomini. .......
Com’è possibile? Dove sono andate a finire? Come chi ? Ma le donne che avrebbero dovuto rappresentare i cittadini nei consigli comunali! Partendo da Modica per finire ad Acate sono solo tre le donne che siederanno sui banchi delle aule consiliari insieme ai colleghi uomini. Con le quattro elezioni amministrative appena concluse o quasi, la politica ha compiuto un salto indietro nel tempo. Proprio oggi che il dibattito sulle quote rosa è sempre più importante, proprio quando dal governo nazionale è partito un positivo messaggio a favore delle donne visto che il nuovo governo Berlusconi ne ha nominate ben 4 nella sua squadra, in provincia di Ragusa le donne hanno subito un vero e proprio affronto. Il dato più eclatante è sicuramente quello di Modica dove il consiglio fino ad una anno fa era rappresentato da ben sette donne, che adesso inspiegabilmente sono scomparse dalla scena politica. Perché? Forse dipende dal fatto che la politica in pochi mesi ha subito una rivoluzione tale da non lasciare spazio al gentil sesso ? O per meglio dire forse è stato il gentil sesso a non voler sottostare a determinate regole imposte dalla nuova politica. Infatti altro dato da sottolineare è che alcune delle donne che si erano candidate nelle precedenti consultazioni amministrative e che avevano riportando anche un buon risultato, questa volta hanno scelto di non prestare più il loro volto alla politica. Riflessioni a parte il dato che emerge è che, dopo il voto di domenica e lunedì scorsi, dei quattro comuni andati alle urne, solo Comiso e Acate avranno in consiglio una sparuta rappresentanza femminile: due le consigliere elette a Comiso ed una sola ad Acate, per il resto tabula … rosa ! La mia riflessione non vuole essere una presa di posizione da femminista; però credo che la mancanza di una rappresentanza di donne in consiglio sia una grave perdita per la politica di quei comuni che adesso fra gli scranni dei loro consigli saranno rappresentati solo da uomini. Che a questo punto non dovranno attingere al buongusto di non alzare oltremisura i toni per la presenza dell’altra metà del cielo, quando useranno improperi verso i loro colleghi trasformando le aule dei comuni in veri e propri circoli ricreativi aperti naturalmente ai soli uomini!