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Lug
23

CONSIGLIO COMUNALE DI MODICA, NESSUNA SORPRESA

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ImageAlla fine tutto secondo i canoni classici: chi vince comanda e chi perde aspetta. Chi vince (il centrosinistra e l’MpA) si piglia tutto: il presidente, il vice e pure il terzo componente. Si prende anche la presidenza di tre commissioni su cinque (la terza e la quinta paiono destinate alle opposizioni ma con i chiari di luna non si sa mai). ....

Alla fine tutto secondo i canoni classici: chi vince comanda e chi perde aspetta. Chi vince (il centrosinistra e l’MpA) si piglia tutto: il presidente, il vice e pure il terzo componente. Si prende anche la presidenza di tre commissioni su cinque (la terza e la quinta paiono destinate alle opposizioni ma con i chiari di luna non si sa mai). Ieri sera Salvador Avola è stato eletto vicepresidente del consesso. Terzo componente dell’ufficio di segreteria Massimiliano Baglieri. Avola ha preso i 17 voti della maggioranza; 12 i voti per Nino Gerratana ed uno per Michele Colombo. A proposito del quale, va segnalato un intervento critico verso il sindaco Antonello Buscema. Colombo ci deve essere rimasto male di essere stato “vice re” per una sola notte. La sua elezione a vicepresidente del consiglio, era la sintesi di un accordo che appare ormai più di una semplice illazione: quello tra il suo mentore Innocenzo Leontini, (che è capogruppo del PdL all’ARS ma che, in provincia di Ragusa, secondo molti, è invece sodale con tutti gli avversari del Popolo della Libertà) e l’MpA di Riccardo Minardo. Accordo saltato, per la scaltrezza del PdL e dell’UDC, che hanno fatto convergere anche ieri sera la loro scelta su Nino Gerratana, reprobo autonomista, inviso come pochi al padrone dell’MpA ibleo Riccardo Minardo. Un gesto di abilità politica che ha fatto saltare i giochi già sanciti dai tavolini privati. Tutto ciò, ammantato dell’ipocrita disponibilità della maggioranza di dare la seconda carica del consiglio alle opposizioni. Alla fine, è morto un accordo nato male e terminato peggio. C’è un elettorato del PdL che si chiede del comportamento di Leontini; a nessun osservatore sfuggono un paio di circostanze che denotano un comportamento piuttosto anomalo verso il suo partito condotto dall’onorevole Leontini. Primo: perché chiamarsi dentro la giunta del fido Dipasquale a Ragusa quelli dell’MpA proprio quando l’MpA aveva rotto di brutto con il PdL nei tre comuni (Modica, Scicli e Comiso) dove si andava al voto? Leontini, non dimentichiamolo, non solo è capogruppo all’ARS del PdL ma è anche il commissario provinciale di Forza Italia e dovrebbe, teoricamente, fare gli intessi esclusivi del PdL e non certo quelli legati alla visibilità dell’MpA. Secondo: Perché Leontini non alza la voce contro Buscema e l’MpA adesso che la vicepresidenza non è andata alle opposizioni come promesso? Forse perché, una volta saltata l’ipotesi del suo uomo in quel ruolo, non gli importa più nulla? Domande da farsi sotto l’ombrellone di una politica estiva, che, come quella invernale, dimostra come ci sia poco da prendere e molto da censurare.

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