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MODICA TERRITORIO DI CACCIA DEL MPA
Momenti di riflessione nella maggioranza di Palazzo San Domenico, sempre più targata MpA. E la dimostrazione ieri, quando è stato solo il vicesindaco autonomista a parlare di servizi sociali con i sindacati. ......
Momenti di riflessione nella maggioranza di Palazzo San Domenico, sempre più targata MpA. E la dimostrazione ieri, quando è stato solo il vicesindaco autonomista a parlare di servizi sociali con i sindacati. Un vero e proprio territorio di caccia per l'MpA di Modica quello dei servizi sociali, che già in passato fu usato dall'allora senatore Riccardo Minardo, come argomento di tensione politica nei confronti dell'ex sindaco Piero Torchi. E, come era facilissmo prevedere, i primi segnali dicono che il sindaco Buscema deve avere poco a che fare sulla questione. Mentre, infatti, il giorno dopo la sua elezione alla guida della città, Buscema fu accompagnato dal vicesindaco Scarso ad incontrare i ragazzini disabili, ieri il sindaco non si è visto nella stanza del suo vice per discutere di servizi sociali con le forze sindacali. Insomma un segnale che su alcune cose l'MpA sembra imporre, senza dirlo, una sorta di autonomia decisionale assoluta e senza ingerenza del primo cittadino e del centrosinistra; mentre su altre Buscema sarà sempre sotto l'occhio vigile e costante degli autonomiusti, sia con la presenza fisica (come nel caso di Scarso, autentica ombra del primo cittadino in ogni momento), sia con il controllo politico. C'è poi la vicenda del vicepresidente del consiglio, da cui escono male in molti. Il PD, ad esempio, e l'andirivieni sui nomi ; Antonello Buscema, smentito dai fatti in quella sua apertura istituzionale che è rimasta solo nel libro dei buoni propositi; Innocenzo Leontini, il cui più che possibile accordo trasversale per dare un ruolo anche istituzionale al suo fidato Michele Colombo ben oltre il PdL (di cui è commissario provinciale ed anzi contro il suo stesso suo partito), è venuto fuori in tutta la sua contoversia ed è abortito acor prima di nascere; ma anche l'MpA, che si è visto beffato dal sentire quel nome, Nino Gerratana, che PdL e UDC hanno proposto per la seconda carica del consiglio, proprio per farselo bocciare, in modo da dimostrare l'ipocrisia della tanto acclamata "apertura al dialogo". Ieri, laconicamente, Paolo Nigro dell'UDC, ha commentato la vicenda, anche triste per certi versi, con due sole parole che riassumono il pensiero di molti: "Iniziamo bene". Effettivamente l'inizio della storia di Buscema alla guida della città, è piuttosto agitata; ma quel che preoccupa gli ambienti del vero centrosinistra (e non quello di alcuni santoni che hanno spinto per fare il patto con l'MpA magari per ritrovare un posto al sole dopo anni di buio e di anonimato) sono le forme gi acclamte ed acclamabili di ingerenza autonomista e di Riccardo Minardo nell'amministrazione di Buscema. Un'ingerenza che rischia di rompere un giocattolo che Buscema stesso avrebbe potuto avere tutto suo se non avesse fatto quell'accordo per il ballottaggio. Il premio di maggioranza, infatti, gli avrebbe consentito di governare con 18 dei suoi, delle quattro liste che lo hanno sostenuto. Ed a parte il fatto che quell'accordo ha tolto ad almeno sette consiglieri delle quattro liste del centrosinistra la possibilità di essere in aula, ha privato lo stesso centrosinistra di altri tre assessorati e della presidenza del consiglio, Antonello Buscema, persona seria, non sopporta uno stato delle cose così come qualcuno lo prefigura, di non avere un'autonomia amministrativa reale cioè, messa in serie difficoltà (paradosso delle parole) dagli autonomisti modicani suoi alleati.
