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REPLICA DEL PD AD ANTOCI
Con riferimento alla crisi alla Provincia regionale di Ragusa, e al comunicato stampa ieri diramato dal Presidente Antoci, il coordinatore on. Pippo Digiacomo e il vice coordinatore avv. Tuccio Di Stallo, dichiarano: «Dopo un mese di paralisi dell’attività dell’Ente, la montagna ha prodotto un ridicolo topolino. Al di là del politichese del comunicato, questi i risultati della crisi: ...
Con riferimento alla crisi alla Provincia regionale di Ragusa, e al comunicato stampa ieri diramato dal Presidente Antoci, il coordinatore on. Pippo Digiacomo e il vice coordinatore avv. Tuccio Di Stallo, dichiarano: «Dopo un mese di paralisi dell’attività dell’Ente, la montagna ha prodotto un ridicolo topolino. Al di là del politichese del comunicato, questi i risultati della crisi: Il PD ha centrato la propria battaglia sulla trasparenza nelle selezioni pubbliche e ottenuto lo stop delle selezioni a favore di “oggettive procedure previste per legge”, come recita lo stesso comunicato di fatto sconfessando le procedure precedentemente adottate dall’amministrazione provinciale; Il Presidente della Provincia ha dimostrato, ove ve ne fosse ulteriormente bisogno, la propria inadeguatezza e inconsistenza politica: per avere bandito una procedura di selezione pubblica oggettivamente e scandalosamente illegittima, come poi lui stesso è stato costretto ad ammettere, incalzato dalle opposizioni; per avere dovuto subire l’auto-sospensione dei suoi assessori, sino a quando non si è piegato ai voleri dei capi - partito della maggioranza, che lo hanno costretto a dichiarare pubblicamente che i temi riguardanti la razionalizzazione della macchina amministrativa andavano gestiti “attraverso le più trasparenti ed efficaci procedure”, come se questo non fosse ovvio per un pubblico amministratore; per avere tenuto paralizzata per oltre un mese l’attività della provincia, e maldestramente tentato di risolverne lo stallo, dando in pasto agli appetiti della sua maggioranza il suo direttore generale, le sue deleghe, e la propria onorabilità (cfr il riferimento a nuove procedure più trasparenti ed efficaci) . La maggioranza, infine, ha dimostrato esattamente perché ha ritenuto di dovere paralizzare per oltre un mese l’Ente: per beghe interne, nemmeno tra diversi partiti, bensì tra i vari capi-corrente; Allontanare e respingere le aspettative politiche dell’MPA, costretto al poco edificante ruolo di ruota di scorta di una maggioranza che non meriterebbe di essere inseguita da un partito che dichiara di volere tutelare gli interessi dei siciliani: bene fa, infatti, quest’ultimo a dichiarare che occorre occuparsi dei problemi della gente. Non si comprende tuttavia perché se questa maggioranza non se ne vuole occupare, l’MPA continui a inseguirne le gesta, invece di passare a un’opposizione aperta, senza se e senza ma. Appare pertanto evidente ai cittadini di questa provincia che tutti i protagonisti di questa vicenda non hanno determinato la crisi per motivi inerenti il deficit infrastrutturale, oppure per un sussulto d’orgoglio conseguente alle recenti stragi di ragazzi costretti a percorrere strade indegne di una provincia operosa qual è la nostra. E nemmeno la crisi della giunta provinciale ha sfiorato i temi (veri) della crisi economica in atto, e del sostegno e rilancio dell’economia iblea messa in ginocchio dalla carenza di infrastrutture e di progettualità pubblica». «Riteniamo - concludono Digiacomo e Di Stallo - che il Presidente della Provincia e la maggioranza che (forse) lo sostiene, debbano occuparsi di altro: per esempio di realizzare davvero la s.s 514, bloccando le emorragie di vite di nostri concittadini, di realizzare la rete viaria che collega l’aeroporto, oppure di programmare lo sviluppo del territorio nei settori di rilievo pubblico nevralgici per la nostra provincia, quali agricoltura, commercio, turismo». «Crediamo che sia giunto il momento di pretendere di più, di esigere un cambio di passo dai nostri amministratori in questo momento di grave crisi economica. Crediamo invece che proseguendo in questa direzione, si consegnerà alla storia l’attività di un Ente che dopo venti anni ininterrotti di amministrazione del centrodestra, nulla ha fatto per i suoi cittadini, se non distribuire prebende e contributi per le feste paesane. Questa provincia e i suoi cittadini meritano molto ma molto di più».
