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Al centro sinistra non va giù la scelta di Mandarà assessore
Pensieri «cattivi» insorti di seguito alla sostituzione, apparentemente... indolore, dell´assessore ai Servizi sociali, il pozzallese Raffaele Monte, con il già assessore al Comune di Santa Croce Camerina.
Gli scranni assessoriali della Provincia come pista di decollo per la conquista dello scranno di sindaco? E, nel contempo, che funzione svolge il presidente Antoci, cui per legge, competerebbe l´eventuale estromissione di un assessore, qualora poco capace, ed il suo avvicendamento? Ed il fatto che a palazzo di viale del Fante stiano sostanzialmente facendo «casa» vere e proprie famiglie di politici locali, non suffraga forse l´idea dei cittadini secondo la quale i politici appartengano ad una casta di intoccabili?
Sono gli amletici quesiti che «angustiano» le menti degli esponenti di centrosinistra al consiglio provinciale. Pensieri «cattivi» insorti di seguito alla sostituzione, apparentemente... indolore, dell´assessore ai Servizi sociali, il pozzallese Raffaele Monte, con Piero Mandarà, già assessore al Comune di Santa Croce Camerina, e fratello di Salvatore, consigliere provinciale.
Ad «inalberarsi» per lo scambio Monte-Mandarà, è stato il gruppo del Pd. Duplice il motivo. Da un lato, il ruolo di mero... notaio che avrebbe assunto il presidente Franco Antoci che si sarebbe limitato ad assecondare i voleri del deputato regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Innocenzo Leontini. Eppure, proprio al presidente competerebbe esclusivamente la prerogativa di scegliersi gli assessori e, quindi, di defenestrarli, qualora venga meno il rapporto fiduciario, e di nominarne gli «eredi» amministrativi. Invece, per Angela Barone, Fabio Nicosia e Venerina Padua, il presidente Antoci avrebbe tradito la funzione pubblica e le regole democratiche, conformandosi alle «statuizioni» di Lentini.
Senza contare, l´altra... maldicenza. Non è che la mossa di Leontini sia finalizzata a lanciare la sindacatura di Piero Mandarà a Santa Croce Camerina? A Pozzallo, infatti, non si vota, mentre ciò avverrà tra un annetto nel centro camarinense e la visibilità garantita dalla Provincia sarebbe un toccasana per Mandarà ed il suo lancio in orbita, per la sostituzione di Lucio Schembari, «inibito» per legge alla terza candidatura. Un «sospetto» confermato da quanto avvenuto giusto un anno addietro con Giuseppe Alfano e Giovanni Venticinque che, abbandonati gli scranni del palazzo di viale del Fante, ascesero con il turbo innescato sulle poltrone più alte delle rispettive città, Comiso e Scicli.
Un tormento, quest´ultimo, che tiene in ambasce, seppur per «sfumature» diverse, anche il «rifondarolo» Giuseppe Mustile che non si spiega come alla Provincia possano attecchire nuclei di «famiglie politiche». Dopo la famiglia Mallia (il consigliere Giovanni e l´assessore Salvo, entrambi già fregiatisi di duplice mandato), ora irrompe la famiglia Mandarà da Santa croce. Mustile, acerbissimo, «affonda» il dito sulla piaga, adducendo che l´aspirazione assessoriale era propria di Salvatore, «fatto fuori», però, ma con la consolazione della nomina del fratello, giachhé avrebbe lasciato la poltrona, in caso di «elezione» assessoriale, ad un consigliere inviso alla sua corrente «leontiniana».
Per Mustile, questa politica, fatta di spartizione così feroce delle poltrone, nulla a che vedere con gli interessi generali e men che meno con quelli della comunità iblea. Piuttosto, tale andazzo rafforza la convinzione di quanti ritengono che la politica si sia ormai a beneficio unicamente di una casta di intoccabili.
Nei giorni scorsi era stato il capogruppo di Idv Giovanni Iacono a criticare il metodo delle dimissioni dell´assessore Raffaele Monte, rassegnate nelle mani del coordinatore del Pdl Innocenzo Leontini anzichè direttamente al presidente Franco Antoci. Un metodo, ha detto Iacono, incaccettabile perché sminuisce le prerogative istituzionali del presidente della Provincia. Per Leontini, invece, s´è trattato di un regolare passaggio che Monte ha compiuto nei confronti del partito che a suo tempo l´aveva designato assessore.
