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Giu
28

Lombardo lascia Mpa per dedicarsi al 100% al governo della Regione: "Niente distrazioni"

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All´indomani della formazione della nuova giunta regionale il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha annunciato che lascerà la guida dell´Mpa. "Mi dedicherò al cento per cento a tempo pieno al governo della regione non distraendomi ormai con niente perché ce n´è bisogno e ne vale la pena. La settimana prossima vedremo di affidare magari ad un gruppo di dirigenti la guida del movimento, che deve evolvere verso partito del Sud di cui tanto si parla", ha detto al Tgr Sicilia della Rai.



Lombardo ha poi commentato la mancata presenza di assessori del partito guidato da Casini in giunta: "L´Udc è stata invitata da me fino a ieri mattina nella persona del suo segretario nazionale che non ha riscontrato alcuna mia telefonata. In quanto al Pdl quando si definiscono le intese al massimo livello col presidente del Consiglio che è leader di quel partito, poi si trovano anche le soluzioni col coordinamento. Più di questo non so che fare".

Tra le prossime priorità fissate dal presidente c´è la legge sui regimi di aiuto alle imprese e "la riforma del sistema dei rifiuti che ormai è in una condizione di emergenza". E, ha osservato, "all´Ars abbiamo i numeri per governare".

HA VINTO L´ASSE LOMBARDO-MICCICHE´ CON IL PLAUSO DI BERLUSCONI
Vince l’asse Lombardo - Miccichè. A Cuffaro ed ai parlamentari Udc all’Ars non resta che inviare una bottiglia di Coca Cola a casa Miccichè con un messaggio equivoco «Prosit, la Coca Cola eccita e disseta allo stesso tempo, non c’e’ bisogno d’altro!». Ed il vicesegretario regionale Tonino Russo aggiunge «Il nuovo governo Lombardo nasce zoppo: l’assenza di esponenti dell’Udc in giunta avrà ripercussioni negli enti locali. L’ultimo atto di questo teatrino si e’ concluso nel peggiore dei modi.

Non e’ difficile immaginare – continua Russo - che lo scontro, partito dal livello più alto delle istituzioni siciliane, si trasferirà presto negli enti locali». Per la nuova giunta Lombardo i venti di guerra cominciano già a spirare anche perché in seno al Pdl è fallita la manovra dei segretari nazionali La Russa e Castiglione. Il primo sconfitto e’ Angelino Alfano, che da quasi due mesi si batte, per disarcionare Raffaele Lombardo e per mettere fuori gioco Gianfranco Micciche’ senza riuscirci alla fine. Altro delegittimato Giuseppe Castiglione, l’uomo che Alfano ha tenacemente voluto come coordinatore siciliano del partito; Berlusconi lo ha bypassato trattando personalmente con Lombardo, non ammettendolo a palazzo Grazioli e muovendosi in modo autonomo.

Berlusconi ha fatto sua la linea Lombardo ed ha stretto l’asse con Miccichè vero plenipotenziario del Pdl in Sicilia. Gli assessorati a Gaetano Arnao e Nino Beninati si leggono infatti come l’affermazione della linea Miccichè che prevale anche su Renato Schifani che non ce l’ha fatta a far entrare in giunta il suo fedelissimo Francesco Scoma. Per Lombardo sembra partita vinta, almeno al momento, ma i veri giochi si aprono ora perché bisogna amministrare ed affrontare l’aula. Le prime questioni sono da far tremare; la questione Fiat di Termini Imerese e l’emergenza rifiuti. Riuscirà il buon Raffaele a sopravvivere?


LA COMPOSIZIONE DELLA "LOMBARDO-BIS"
Dopo oltre un mese dall’apertura della crisi Raffaele Lombardo ha completato la giunta. Ai nove assessori già indicati il presidente ha infatti aggiunto le tre pedine che mancavano dopo avere ottenuto il via libera da Silvio Berlusconi nei due incontri romani con il cavaliere. Si tratta dell´attuale vicesindaco di Palermo, Mario Milone, tecnico vicino al Pdl, di Nino Strano, catanese, noto alle cronache per aver mangiato la mortadella in senato alla caduta del governo Prodi, uomo indicato da Gianfranco Fini, e di Nino Beninati, messinese, ingegnere, 53 anni, deputato regionale, che entra in quota Pdl, area Alfano. Smentite le previsioni della vigilia che davano Francesco Scoma o il presidente della fondazione del banco di Sicilia Gianni Puglisi, come figura tecnica.

Lombardo ha completato le operazioni dopo avere fatto l´ultimo giro di telefonate con Roma e con i coordinatori nazionali del Pdl, all´interno del quale si sente già aria di fronda per il comportamento del presidente che non ha voluto azzerare i nove3 assessori precedentemente nominati.

Non ci sono state infatti revoche e restano al loro posto i magistrati Massimo Russo e Caterina Chinnici, figlia del giudice ucciso dalla mafia, l’esponente di Confindustria Marco Venturi, l’avvocato Gaetano Armao, i due deputati dell’Mpa Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro e i "ribelli" del Pdl Giambattista Bufardeci, Michele Cimino e Luigi Gentile, che fanno capo all’area Miccichè.

Corrierediragusa.it

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