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Rinviata a mercoledì la nascita ufficiale del "Pdl Sicilia"
L’esordio del Pdl Sicilia slitta a mercoledì. Gianfranco Miccichè si è preso un giorno in più anche per non far cadere la nascita del nuovo soggetto politico nel giorno dei morti. Per la nuova creatura ha scelto anche il nome imponendogli «Pdl Sicilia». La decisione di rompere gli argini ha provocato il tutti contro tutti e gli esiti sono tutti da verificare.
Raffaele Lombardo ha già lanciato il primo siluro ai due assessori del Pdl lealista: «Dovranno porsi prima o poi il problema del comportamento irresponsabile in commissione bilancio. Altrimenti ci penserò io", dice il presidente della regione, prefigurando quasi un ricambio in giunta.
Innocenzo Leontini che della fronda a Lombardo è la punta più avanzata ha risposto per le rime: «Dell’ultimatum di Lombardo non so che farmene. Ne lancia uno al mese, figurarsi se ci stiamo preoccupando». Contro Lombardo torna farsi sentire l’ex amico e collega Totò Cuffaro: «Lombardo ? Soffre di «sindrome da Dio» come dicono gli psichiatri».
E Saverio Romano, segretario regionale Udc, ci mette anche il carico «Chi sta in giunta è complice di Raffaele». Tutto da vedere quello che succederà all’Ars alla ripresa dei lavori perché la sensazione netta è che per Lombardo arrivano giorni difficili anche se lo stato maggiore nazionale del Pdl non può permettersi la caduta di Lombardo né tantomeno elezioni anticipate. Da Roma arrivano segnali distensivi da parte di Sandro Bondi ma nel Pdl è guerra armata tra Miccichè ed i lealisti di Schifani ed Alfano.
La maggioranza del 65 per cento che i siciliani hanno affidato a Lombardo e compagni è solo un ricordo ed il presidente della Regione si muove ora sul filo del rasoio.
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