Notizie politica ragusa
Feb
28
ANTOCI A RISCHIO CANDIDATURA
A due mesi dalle elezioni (la giunta regionale le ha fissate per il 13 e 14 maggio) terremoto nel centrodestra per la candidatura alla Presidenza della Provincia. Il coordinatore regionale di An, Pippo Scalia, ha chiesto con forza al tavolo regionale un riequilibrio delle presidenze delle province partendo dalla prima consultazione utile. «Minacciata», quindi, la poltrona del presidente dell’Udc, Franco Antoci, che il tavolo provinciale aveva ricandidato. Per An si è fatto il nome a Palermo dell’onorevole Saverio la Grua. Al momento è soltanto una ipotesi anche perchè il tavolo regionale si è aggiornato e le prossime 48 ore sono importantissime. Entro domani a livello regionale si sancirà l’alleanza organica tra l’Mpa e la Casa delle Libertà in Sicilia. Questo farà cambiare tutto in provincia. Ecco perchè l’incontro della Cdl per le questioni pozzallesi è stato aggiornato a venerdì. Franco Antoci preferisce non commentare: «Parlo solo davanti a fatti ufficiali». Insomma, come cinque anni fa, il tavolo regionale sta cambiando le carte in tavola. Nel 2001 l’attuale presidente si è trovato candidato per Democrazia Europea al posto di Forza Italia. Ma cosa ne pensa l’onorevole Peppe Drago, leader dell’Udc: « Tutte le proposte in politica sono legittime, tra l’altro se fatte su un tavolo che mira a realizzare un equilibrio regionale. Probabilemnte scombina quello provinciale. Sapevamo che le presidenze delle province ed i sindaci dei comuni più grandi sono di pertinenza del tavolo regionale e che quindi vanno oltre l’equilibrio anche organigrammatico che mettono su i tavoli provinciali. Non constestando la legittimità della proposta di An anche se a tempo quasi scaduto, siamo sorpresi perchè la proposta non tiene conto, non tanto dell’equilibrio che si era raggiunto attorno alla presidenza Antoci, ma del giudizio posotivo che tutti gli alleati avevano dato e danno sull’operato della giunta Angtoci. È chiaro - continua Drago - che quando si fanno le proposte politiche si avanzano anche conoscendo la situazione dei territori. Questa proposta, pur legittima, mette in difficoltà tutta la coalizione e non solo l’Udc. Per fortuna è soltanto una proposta e non è una decisione assunta anche perchè credo che gli altri dirigenti dei partiti della Cdl erano all’oscuro di ciò che accadeva a Palermo. Io ero informato costantemente. Abbiamo avuto ed abbiamo ancora nelle prossime ore il tempo per fare riflettere ed arrivare ad una soluzione: la più lineare è quella che porta alla riconferma di Antoci alla presidenza della provincia». In casa An, il commissario provinciale Carmelo Incardona, dice: «Fa piacere che il coordinamento regionale di An si sia ricordato della provincia di Ragusa e quindi a me non potrebbe che fare piacere una presidenza di An alla Provincia regionale di Ragusa, ma al tempo stesso debbo dire che Franco Antoci a mio avviso rimane ancora il candidato giusto per la Cdl». Ma sarà La Grua il candidato? «Se il tavolo regionale concluderà per la presidenza ad An, il partito ha quattro candidati da proporre, in primis l’onorevole Saverio La Grua, ma ci sono Giorgio Assenza di Comiso, Mimmo Arezzo di Ragusa e la senatrice Marisa Moltisanti di Ispica». Ci potrebbe essere la candidatura dello stesso onorevole Incardona che in caso di elezione porterebbe all’Assemblea regionale siciliana l’avvocato Mimmo Arezzo. I partiti minori del centrosinistra dicono no all’incontro proposto dal segretario dei Ds, Gianni Battaglia, ed alla lettera del senatore rispondono con una lettera ribadendo che «resta aperta la nostra disponibilità se vi sarà la volontà al più presto e pubblicamente nel fare chiarezza a quanto da noi chiesto più volte e con forza». Nella nota si premette «che nessuno vuole fare un regalo al centrodestra. Ci è parso poco opportuno non avere dato seguito alla richiesta fatta da tutti noi per un incontro, non certo per parti separate - scrivono i minori al senatore Battaglia - ma per avere scienza della posizione tuttora ambigua del tuo partito sulla nota della Margherita, la quale chiudeva sostanzialmente ogni possibilità di dialogo. La porta ci è stata chiusa in faccia ed in malo modo». Insomma, pare proprio che la ripartenza del dialogo sia legata all’incontro tra Battaglia e Di Natale. «Ci è sembrata di intento provocatorio la metafora della prevalenza dell'albero sulla foresta, con la premessa della inesperienza, superficialità, limitata visione politica di alcuni di noi, gli stessi che nel recente passato hanno dato prova di grande lungimiranza e di sostegno leale in tutte le battaglie politiche condotte. Riteniamo strumentale il tuo appello all'unità - si legge ancora - in quanto Ds e Margherita non dimostrano la volontà di sciogliere i nodi politici da noi posti al tavolo provinciale, che vedono in particolar modo una forza politica praticare alleanze trasversali (con partiti del centrodestra) contro i valori e gli stessi partiti dell'Unione». Uccio Barone, quindi, resta in stand-by. Intanto a seguito della presa di posizione dei partiti minori l’onorevole Sebastiano Gurrieri ha chiesto un incontro ai Ds. La riunione si terrà alle 12 di venerdì.
