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Peppe Drago ed Orazio Ragusa, ognuno per la sua strada
E’ ufficiale; Orazio Ragusa e Peppe Drago prendono strade diverse. Il primo resta con Casini e quindi con l’Udc, il secondo ha aderito al Pid, l’ala cuffariana e siciliana dei centristi.
La conferenza stampa convocata da Orazio Ragusa e da Franco Antoci per presentare il nuovo organigramma dell’Udc provinciale sancisce la spaccatura anche se Peppe Drago non ha rinunciato a rivolgere l’ultimo appello, non raccolto, al suo ex delfino.
«Spero ancora –ha scritto Peppe Drago- che Orazio Ragusa scelga la strada della coerenza, con una chiara scelta di campo nel centrodestra, sia nel livello politico regionale che locale, a conferma di un percorso politico e di amicizia che ci ha visti insieme da più di venti anni, e ci ha permesso di raggiungere grandi risultati a favore di Scicli e della provincia di Ragusa.Non vedo nessun motivo politico e personale per cui ci si debba dividere, tra l´altro mettendo in difficoltà tanti amici comuni, in un momento in cui, invece, occorrerebbe stare insieme per risolvere i problemi delle nostre comunità".
Orazio Ragusa ha declinato l’invito ha colto la palla al balzo per affrancarsi da una presenza che sentiva ormai ingombrante alle sue spalle. Con il parlamentare regionale ci sono Franco Antoci e Giuseppe Lavima, ultimo segretario provinciale Udc. Tutto da vedere il resto del panorama provinciale dato che molti consiglieri provinciali e comunali non hanno ancora scelto e in modo molto tattico attendono che tutte le pedine siano sistemate.
Sicuramente al comune capoluogo ed al consiglio provinciale c’è incertezza; più netta la posizione degli amici di Peppe Drago a Modica con Paolo Nigro che ha rotto gli indugi a palazzo S. Domenico ed ha traghettato il gruppo verso il Pid. Di fatto finisce un’era caratterizzata in provincia da un grande raccoglitore di consensi, un partito da 20 mila voti nei suoi giorni migliori, con presenze diffuse nei gangli vitali del potere.
Per motivi politici, ma anche per i recenti risvolti giudiziari, nazionali e locali, l’era Udc è arrivata al capolinea e la divisione ne è il sintomo dell’evidente malessere.
