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Nov
18

Assalto alla Provincia: Udc sovradimensionato? Il Pdl reclama altri assessorati a viale del Fante

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La frammentazione del Pdl e dell’Udc, i due partiti che governano la Provincia di Ragusa, la nascita di nuovi soggetti come Fli e Pid e lo spettro delle elezioni nazionali e regionali rendono incerto il futuro non solo dei politici in cerca delle migliori collocazioni, ma anche quello dei cittadini e dei settori produttivi che dalla politica aspettano soluzioni alla crisi economica e non beghe per l’accaparramento di poltrone. Ad aggravare la situazione, una verifica alla Provincia iniziata nei mesi estivi e non conclusa alle porte dell’inverno.

 

IL PRESIDENTE NELLA GRATICOLA

Franco Antoci sa far quadrare i conti ma non dispone della lampada di Aladino per soddisfare tutti. L’abile temporeggiatore di viale del Fante, forse l’unico capace di mediare e di resistere di fronte al disfacimento della vecchia nomenclatura, nel tentativo di accontentare gli alleati, finirà per scontentare tutti. I big della politica ragusana sono in fibrillazione. Studiano gli obiettivi da raggiungere in caso di elezioni anicipate.

L´ASSE MINARDO- LEONTINI

Il patto di non belligeranza fra Nino Minardo e Innocenzo Leontini ha spiazzato amici e concorrenti. Nei piani del modicano e dell’ispicese c’è il turnover: la staffetta Roma Palermo. Se si va al voto, Nino Minardo punta a Sala d’Ercole e Innocenzo Leontini vuole andare a respirare l’aria capitolina. Manovre che frenano anche le legittime pretese di Franco Antoci, perché il seggio a Montecitorio in quota Udc sarebbe stato promesso all’attuale rettore dell’Università di Catania Antonio Recca, nel frattempo rafforzatosi con la carica di segretario regionale dell’Udc.

DIPASQUALE, PORTE CHIUSE PER ROMA O PALERMO

E non è nemmeno adeguato alle aspettative il futuro di Nello Dipasquale, «condannato» a fare il sindaco fino al 2016, salvo eventi al momento non ipotizzabili. Il sindaco che ha fatto «girare» la testa ai ragusani, così come afferma di volere amministrare Ragusa per i prossimi 5 anni, allo stesso modo pensa di candidarsi a Roma o a Palermo; strade che Leontini e Minardo gli hanno reso impercorribili.

I CONSIGLIERI PENSANO SOLO AL GETTONE?

A viale del Fante i focolai si espandono a vista d’occhio. L’ultimo quello innescato dal presidente del Consiglio Giovanni Occhipinti, costretto a smentire in fretta e furia dichiarazioni al vetriolo che avrebbe rilasciato al Giornale di Sicilia sui comportamenti venali da parte dei consiglieri provinciali: il gettone di presenza e basta!

IL PDL RECLAMA PIU´ VISIBILITA´

Come farà il Pdl ad avere più visibilità assessoriale alla Provincia, rispetto all’attuale composizione e dopo le «dimissioni» (o dimissionato) di Enzo Cavallo, passato al Pid insieme a Giuseppe Drago, a Enzo Catera, a Vincenzo Castilletti e, ultimo arrivato, Salvatore Criscione? Il Pdl alla Provincia è rappresentato da Salvo Mallia (Minardo), Piero Mandarà (Leontini), Mommo Carpentieri (Minardo).

UDC SOVRADIMENSIONATO

L’Udc, accusato di essere sovradimensionato a causa delle fuoruscite di Pitino, Schembari e Criscione prima e di Enzo Cavallo dopo, detiene la presidenza della Provincia con Antoci e due assessorati con Giovanni Digiacomo e Giuseppe Giampiccolo (quest’ultimo conteso da Bartolo Ficili, uomo vicino a Orazio Ragusa). Insomma, il posto lasciato vacante da Enzo Cavallo è conteso dal Pdl: quale, quello di Leontini o quello di Minardo? Per essere contenti entrambi ci sarebbe da rosicchiare un altro assessorato proprio all’Udc: Digiacomo o Giampiccolo?

Per chiudere il cerchio resta da capire l’intenzione di Carmelo Incardona, la cui mente è rivolta alla candidatura a sindaco di palazzo Iacono a Vittoria. Incardona alla Provincia è rappresentato dagli assessori Salvatore Minardo e Ivana Castello e dai consiglieri Enzo Pelligra, Sebastiano Failla e Giuseppe Colandonio. Basta o serve qualcosa anche per l’ex assessore Giuseppe Cilia?

COME DIVIDERE I POSTI DI SOTTOGOVERNO

E ora occhio ai posti di sottogoverno. Rimangono ancora da assegnare la vice presidenza dell’Asi, che Leontini vuole per Salvatore Mandarà o in subordine per Enzo Di Raimondo se questi non dovesse diventare assessore, la Soaco (che non può rimanere nella mani di Giuseppe Alfano a vita) e il Consorzio universitario ibleo, che in molti sostengono possa restare a Gianni Battaglia, grazie ai buoni rapporti esistenti fra l’ex senatore e Nino Minardo. Ma Innocenzo Leontini deve trovare anche una collocazione per l’ex manager dell’Azienda ospedaliera Calogero Termini. Solo a questo punto la verifica infinita può ritenersi chiusa.

PER GIOVANNI IACONO E´ UN GRAN BAZAR

A margine di queste ipotesi, le dichiarazioni del capogruppo Idv Giovanni Iacono, che con un comunicato stampa dell’ultima ora paragona la politica provinciale al «gran bazar orientale luogo di rivendicazioni, spartizioni e lottizzazioni».

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