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Trionfo PDL
Il trionfo del Popolo della Libertà. Un dominio incontrastato ed incontrastabile; a Roma, come a Palermo e così in sede provinciale e locale.......
Il trionfo del Popolo della Libertà. Un dominio incontrastato ed incontrastabile; a Roma, come a Palermo e così in sede provinciale e locale. Niente altro da aggiungere. Silvio Berlusconi va a governare con la maggioranza ampia alla Camera ed al Senato. Raffaele Lombardo, il Governatore di Sicilia, incassa il voto di quasi due siciliani su tre e godrà di maggioranza bulgara alla Regione, dove il suo MpA ha confermato l’alleanza nazionale con il Popolo della Libertà, ampliandola anche all’UDC, separato, invece, a Roma dal centrodestra che governerà. E in provincia di Ragusa il dominio del Popolo della Libertà e del resto del centrodestra è stato assoluto: alle Regionali 60,1% contro il 36,2% delle liste che sostenevano Anna Finocchiaro e che comunque, da queste parti, hanno fatto più figura del resto della Sicilia. E lo scarto si amplia se volgiamo lo sguardo alle Politiche, dove, ad esempio, la coalizione di Berlusconi prende il 48,5% e quella di Veltroni il 31%. La Provincia si omaggia di quattro deputati regionali del centrodestra ed uno solo del centrosinistra e di due deputati alla Camera: uno di maggioranza Nino Minardo del Popolo della Libertà, ed uno di opposizione, Peppe Drago dell’UDC. Per Nino Minardo, è la prima esperienza parlamentare in assoluto. A trent’anni sarà la rappresentanza di governo di questo territorio nel Parlamento nazionale. Marca un primo step importante di un percorso politico che è stato in costante ascesa. Il Popolo della Libertà ha creduto nei suoi trent’anni e nella sua freschezza mentale, di ideali e di progettualità, candidandolo in posizione utile. Lui ha risposto con i 72.400 voti del suo partito alla Camera in questa provincia. Per Peppe Drago, invece è la legislatura numero tre a Roma, dove è stato eletto per la prima volta nel 2001. Cinque anni di governo con l’esperienza di Sottosegretario e poi due di opposizione e questa nuova legislatura, che si apre come uomo dell’opposizione UDC a Berlusconi. Sin qui la forza parlamentare iblea a Roma. All’ARS, invece, saranno in cinque, tre conferme e due new entry. Fra di queste, anche l’unico uomo del centrosinistra, Pippo Digiacomo, ex sindaco di Comiso, coordinatore provinciale, a questo punto, leader ibleo del PD, 8.619 preferenze, duemila e 500 in più di Roberto Ammatuna, uscente ed arrivato alle sue spalle, ma che in extremis entra a far parte della schiera dei rappresentanti a Palermo. L’altra nuova entrata è Riccardo Minardo, alla prima esperienza parlamentare palermitana, dopo essere stato senatore della Repubblica dal ’96 al 2006 e deputato alla Camera negli ultimi due anni, prima in Forza Italia e poi nell’MpA, dove è approdato meno di un anno fa. Per lui, poco più di 5.000 preferenze, bastevoli per avere il seggio nel suo partito. Il più votato in provincia per le Regionali, è di nuovo Innocenzo Leontini, quasi 3.000 voti in meno di due anni fa, 13.040 preferenze, all’ARS dal 1991, assessore in passato e che ambirebbe esserlo anche domani. Ma ad insidiargli questa ambizione è Carmelo Incardona, il secondo degli eletti del PdL all’ARS ma per uno scarto esiguo, solo 480 voti in meno di Leontini, al termine di un cammino eccellente dell’ormai ex presidente provinciale di AN. Incardona risulta essere un vincente di questa competizione elettorale, per avere incrementato il risultato di due anni fa. Ed il termine vincente, si attaglia perfettamente ad Orazio Ragusa, UDC, di nuovo a Palermo, con un suffragio bulgaro nella sua Scicli ma su livelli assoluti anche nel resto della provincia. Alla fine, per lui, sono arrivati 12.286 voti, una messe enorme, assolutamente al di là di ogni più rosea aspettativa, 5.000 voti in più del secondo dell’UDC Giovanni Cosentini e 6.500 in più dell’ex sindaco di Modica Piero Torchi. Orazio Ragusa, insomma, ha fatto bingo, con tanto di jackpot .
