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Calcio: turno infrasettimanale del Ragusa contro il Real Avola
Lunedì lavorativo per il Ragusa che deve preparare il turno infrasettimanale di coppa Italia contro il Real Avola. L´allenatore Gaetano Lucenti (nella foto) ha radunato i suoi giocatori e prima di andare in campo per l’allenamento ha analizzato la prova di Taormina. Una sconfitta inattesa sul campo di una neopromossa che ha lasciato l’amaro in bocca al presidente, al direttore sportivo ed allo stesso allenatore.
«Un incidente di percorso- dice il ds Emanuele Giampiccolo- Non meritavamo ma ci dobbiamo subito rifare in coppa ed in campionato. Domenica c’è il Giarre e la vittoria è d’obbligo». Lucenti opererà alcuni cambi contro il Real Avola in coppa lasciando spazio ai giovani. Da Taormina il tecnico ha tratto comunque buone indicazioni dal portiere Mazza che è stato tra i protagonisti ed ha limitato il passivo e da Benedettino che si conferma sempre più leader della squadra. Si è infortunato Pellegrino che è dovuto uscire dal campo ma Lucenti conta di recuperare il centrocampista contro il Giarre.
Taormina Ragusa 1-0
Marcatore: al 32’ st Varrica
Il Ragusa perde l’imbattibilità a Taormina. E’ un gol segnato a metà del secondo tempo a condannare gli azzurri di mister Lucenti. Cristian Varrica, fantasista locale, entra, tocca il suo primo pallone dopo trenta secondi e mette nell’angolo alto dove Mazza non può arrivare con un tiro dal limite dell’area.
Si consuma così la prima sconfitta stagionale degli azzurri che si presentati alle pendici del Monte Tauro forse troppo sicuri di vincere. Hanno creato troppo poco i vari Benedettino, Pellegrino e La Vaccara e quando il Ragusa ha accelerato è stato troppo tardi per recuperare lo svantaggio; il Taormina si è difeso con i denti ed è riuscito a farla franca.
E’ stata comunque una gara molto aperta, giocata a gran ritmo da entrambe le parti e solo una prodezza ha sbloccato il risultato. Il Ragusa recrimina ma avrebbe dovuto osare di più. «Abbiamo subito il gol –dice Gaetano Lucenti- proprio nel nostro miglior momento. Peccato, davvero, ma nulla è perduto».
