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Nov
23

L´ex Lucenti spara a zero sul presidente del Ragusa, ds ed il suo vice

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I veleni di Gaetano Lucenti. non è il pari del Ragusa contro il Biancadrano a fare discutere ma le dichiarazioni al vetriolo dell’ex allenatore azzurro, esonerato la scorsa settimana dal presidente Giuseppe Rimmaudo.

 

Corrado Vaccaro, successore di Lucenti, si è venuto a trovare in un vortice di polemiche e le parole di Lucenti hanno avvelenato tutto l’ambiente. Vaccaro dal suo canto non ha avuto modo di incidere sull’assetto della squadra e questo si è visto in campo contro la vice capolista con un Ragusa con i difetti di sempre; molle e prevedibile, a volte senza nerbo. Ecco dunque Lucenti che spara a zero innanzitutto sui suoi collaboratori più diretti, il secondo Emanuele Massari ed il ds Emanuele Giampiccolo.

Dice Gaetano Lucenti «Non hanno rispettato i loro ruoli interferendo slealmente, hanno cercato di condizionare le mie scelte per un loro tornaconto personale, tale clima percepito dalla squadra non ha permesso alla stessa di lavorare nella tranquillità giusta. Per quanto riguarda la campagna acquisti io ho indicato al direttore sportivo i ruoli che andavano coperti, la scelta dei giocatori è stata solamente sua, cosi come la responsabilità sulla scelta degli stessi. Mi chiedo, visto che la formazione la vogliono fare loro cosi come il modulo di gioco perché non assumono direttamente la guida tecnica della squadra visto che sono muniti di regolare tesserino?»

L’ex allenatore ne ha anche per Giuseppe Rimmaudo «Ricordo al presidente che in estate avevo tante altre offerte, che ho rifiutato per restare a Ragusa soprattutto perché avevo dato la mia parola.

Ho lavorato dal primo momento senza avere la fiducia della società. Troppo facile per il presidente e i suoi consiglieri buttare fango sulle persone che giorno dopo giorno si sono spese con la squadra nonostante gli infortuni. Qualcuno ha tramato perché bisognava fare spazio a qualcun altro,visto che Corrado Vaccaro era stato già contattato in estate come ha detto il presidente. In 20 anni di carriera girando per l’Italia sono stato sempre rispettato, mai mi sarei aspettato nella mia Ragusa di subire questo affronto da gente che si «spaccia» per professionisti del calcio. So di aver pagato per colpe non mie, perché ho difeso le mie scelte senza dare seguito alle volontà di qualcuno, ma la dignità e la difesa delle mia professionalità e dei mie atleti viene prima di ogni cosa».

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