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Ragusa

Ragusa, capoluogo della provincia si distende, in maniera pittoresca su tre rilievi di differente quota, divisi da profonde e ripide vallate. Il più basso è il sito dell’ antichissima Hybla Haerea roccaforte sicula dominante la valle dell’irminio, poi fortificata dai Bizantini , sotto i Normanni sede di Contea che fu riunita dai Chiaramonte a quella di Modica.Dopo il terremoto del 1693 si formarono due nuclei abitativi quasi distinti, per le dispute fra gli appartenenti alle parrocchie di San Giovanni e di San Giorgio:il nuovo centro abitato fù così edificato dai Sangiovannari sul vicino altopiano, attorno alla nuova Chiesa di San Giovanni Battista, dando vita ad una città dall’impianto urbanistico moderno, mentre i Sangiorgiari, appoggiati dalle classi nobili del clero, riedificarono la città sull’antico impianto medioevale, di cui ancora oggi si possono godere i tratti pittoreschi.La divisione influì sulla costruzione dell’eccezionale patrimonio architettonico, dal momento che la ricostruzione fu pervasa dalla tendenza a rendere palazzi e chiese più belli di quelli della frazione opposta.

Il centro è dominato dall’imponente complesso architettonico della Cattedrale di San Giovanni, nella cui zona si elevano sontuosi palazzi.L’esigenza di collegamenti con le zone di espansione deeel centro abitato, al di là della vallata Santa Domenica, ha determinato il sorgere, in epoche diverse, di grandiosi ponti: al Ponte dei Cappuccini, edificato nel 1836, si raggiunse nel 1938 il Ponte Nuovo, poi intitolato al Senatore Filippo Pennavaria, e nel 1964 il Ponte di Giovanni XXIII, attribuendo, così, di fatto alla città l’appellativo di”città dei tre ponti”. Ragusa Ibla si intende sull’omonomio colle di un pittoresco scenario che profuma di antico, con le case addossate le une alle altre fra scale, vicoli, viuzze strette e tortuose e slarghi di incomparabile bellezza, disseminati di Chiese e di campanili che svettano, quasi d’improvviso, fra i tetti.In un’aura di silenzio quasi misterioso si dispiega l’incente patrimonio artistico architettonico settecentesco fatto di chiese scenograficamente inserite nel contesto urbanistico e di sontuosi palazzi fastosamente inserite nel contesto urbanistico e di sontuosi palazzi fastosamente adornati da motivi barocchi. A Ibla si trovano le più alte espressioni di arte barocca, dovute alla mente e alla mano dei più valenti artisti dell’epoca, prime fra tutte le Chiese di San Giorgio e di San Giuseppe. Anche le Chiese minori, sia pure meno importanti dal punto di vista architettonico, conservano inestimabili opere d’arte che impongono una attenta visita. Non meno significative le poche testimonianze riferibili al periodo fra la tarda antichità e la fine del “600” costituite dall’antico Portale in stile gotico normanno della vecchia Chiesa di San Giorgio, dal portale di epoca sveva e della torre campanaria della Chiesa di San Francesco all’Immacolata, dal portale gotico della Chiesa di Sant’Antonio, dalla navata superstite dell’antica Chiesa di Santa Maria delle Scale e della maestosa cona del Gagini conservata nella sagrestia del Duomo

 

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