Le origini di Marina di Ragusa
Da noi son passati tutti: Siculi, Sicani, Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Barbari, Saraceni, Arabi, Normanni, Turchi, Spagnoli, Francesi, Piemontesi. Fermiamoci un attimo, e facciamoci aiutare - per il profilo che ci riguarda - ovvero la costa della provincia di Ragusa.................
Da noi son passati tutti: Siculi, Sicani, Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Barbari, Saraceni, Arabi, Normanni, Turchi, Spagnoli, Francesi, Piemontesi. Fermiamoci un attimo, e facciamoci aiutare - per il profilo che ci riguarda - ovvero la costa della provincia di Ragusa, dallo storico arabo "Edrisi", che così definiva la nostra costa: ricca di dune ad occidente, di banchi di arena ad oriente, che vi manda l'Africa, è spessa di seni, e di promontori piccolissimi, che le danno la forma di una frangia." I seni sono: Scoglitti (Gazirat al Haman), Cammarana, Colombara, Puntasecca('Ayn el Keseb), Longobardo-Molinazzo (Kaukana), Mazzarelli (Marsa 'A Rillah), San Pieri,
Circiolo ( Gadir'ai Fariur) Punta Corvo (Grurf at tif-I'), Pozzallo (Marsa-er-Deramin).
I promontori sono: Zafaglione, Braccetto, Punta di Pietro (Torre di Mezzo), Capo Scalambri o Scaramia (Ras Caranf), Corvo (Gurf at tif-I') Ragaglione, Pisciotto (Marsa Siklan). Fino ad arrivare al promontorio La Marza, (Marsa 'al Bawlis), che prepara capo Pachino. .A testimonianza dello Scalo di Mazzareli, già dall'antichità fino ai tempi non molto lontano, dal nostro scalo si imbarcarono: Carrubbi, Cereali, Cavalli, Buoi, Pecore, Latticini, Cera, Miele, Olio, Lana, Lino, Cotone, Canapa, Cuoio, Scope, Corde tartaro di bottoni, Semolino, Seme di canapa, ecc. Ed anche qui era il porto che accolse le flotte del Console Giunio, e del bizantino Belisario che da qui partì per liberare Malta dai Vandali.
E sempre da qui, quattro secoli dopo, si mosse il Conte Ruggiero per la conquista e liberazione di Malta dagli ultimi arabi (1091). Sicuramente il Porto di Kaukana era costituito da un canale, congiunto col vicinissimo Capo Scaramia, il cui ingresso era protetto da una bassa striscia di rupi che congiungevano il mare col Lacus Cocanicus (Plinio), limitrofo a Capo Scaramia, e fatto prosciugare (paludi di S.Croce), verso la fine dell' 800 dal barone di Corchigliato Guglielmo Vitale, con canali che sboccano a mare tra torre di Pietro ("turri 'imienzu) e punta Braccetto.
Da ciò si suppone che il porto di Kaukana facesse tutt'uno con Capo Scaramia.
D'altronde, anche il porto di Kamarina era un porto canale che permetteva al navigliolo di raggiungere il Lacus Kamarinensis, bacino interno, quindi più sicuro.
Tornando alla nostra Marina di Ragusa o Marsarella - dal toponimo arabo Marsa 'A Rillah", piccolo porto essa è posta tra capo Scalambri quasi a ridosso di quest'ultimo, che Plinio il Vecchio chiama Hirminius mentre G.B. Odierna lo scrivevi Erminio. Altro storico, il Fazello, riferisce che ai suo tempi (1558) l'Irminio era chiamato Maulus o Maulis, dubitando che derivasse da Magone, duce cartaginese.
E' infatti verosimile che Malli, attuale nome della contrada dell'Irminio, derivi dall'arabico "Mahàll", luogo di fermata, o "maula" (liberto); ma con molte più probabilità deriva da "maul", "la bocca, la foce" (di dizione normanno-gotico); e ciò per assicurazione dell'Edrisi, secondo cui sino all'età dei Normanni esisteva un bel porto in tale zona - in cui le "Triere" (navi con tre ordini di remi) o le "Uretere" (navi con un solo ordine di remi) entravano per lasciare, e prendere i carichi - mentre a
Mazzarelli "Marsa 'a Arillah" esisteva un piccolo ridosso o rifugio da carico.
E' dell'Edrisi un primo attendibile cenno storico sul pantano Marsarella o Mazzarelli, come su una "donnafugata" ed una "donnalucata", che Edrisi chiama rispettivamente "'ayn as jafat" (fonte della salute) e" 'ayn al awquat' (fonte delle ore).
Per avere un quadro completo della costa Ragusana, non si può tralasciare la parte est, confinante con il territorio di Pachino, della Marza e del suo mare. La Marza attuale è il - Marsa 'al Bawils - nome arabico, che ricorda, con la corruzione di Yulis in Bawlis, il porto d'Ulisse dei geografi greci, e che ha mantenuto nel volgo la tradizione di Ulisse, come si accerta da carte geografiche del medio evo, manoscritte da navigatori Veneti, e come risulta dall'attuale denominazione che è proprio "porto Ulisse".
Di fronte alla Marza stanno, verso est lo scoglio Iannuzzo e le Secche di Circe, e ad ovest l'isolotto dei Porri; quest'ultimo designato da Edrisi col nome di - Gazirat al Kurrat - ove forse un sultano arabo, Ziadet-Allah, nel 903, relegò una trentina di suoi fratelli, zii e cugini di cui volle disfarsi. (Amari: Storia dei Musulmani di Sicilia Vol.II,127)
Chiediamo a questo punto, un altro importante aiuto allo storico Fra Fazello che, nella sua Storia della Sicilia (1558 -Deca 1,166), menziona Mazzarelli quale ridotto, ad un miglio dallIrminio, utilizzato per sfuggire alle imbarcazioni della Barbarie che, di frequentare, sul Canale di Malta depredavano i mercantili facenti rotta verso l'arcipelago Maltese. Per sfuggire ai corsari delle Barbarie, le piccole imbarcazioni dei commercianti navigavano sotto costa, ed arrivati a Mazzarelli, attendevano la notte per attraversare il Canale. (il tragitto più breve per Malta, di tutto il Canale di Sicilia, parte proprio da Mazzarelli).
Il Fazello sull'argomento riporta, anche, che se era cattivo tempo e non si era in condizione di affrontare il mare, le barche venivano ammarrate (tirate a secco) in questo scalo.
Nella toponomastica di Marina di Ragusa è ancora presente una zona col mome di Scalo Trapanese (proprio la zona d'insediamento del nostro porticciolo turistico), così denominata in quanto, i navigatori Trapanasi, costeggiando il canale di Sicilia, arrivavano a Mazzarelli per poi intraprendere la navigazione verso Malta, compiendo la traversata, appunto, seguendo la rotta più breve.
Nel XVI secolo, i vari Viceré che si succedevano al governo della Sicilia, sotto la minaccia delle incursioni turche sono indotti a pianificare in sistema d'avvistamento dislocato lungo tutto il litorale della Sicilia, ed all'uopo incaricano un architetto fiorentino, Camillo Camiliani, che portò a compimento il suo studio nel 1584. Nel suo libro "Descrizione dell'isola di Sicilia egli parla del litorale della Contea di Modica, ed individua in Mazzarelli uno scalo rifugio ed anche una piccola tonnara con magazzini.
Il Camillani non ritenne dover segnalare l'esigenza di una torre di avvistamento in Mazzarelli, in quanto quest'ultima era già protetta dalla vicinanza dei pantano della Castellana che con le sue basse acque, i suoi miasmi palustri e le micidiali "anofele", costituiva già una barriera naturale ad eventuali sbarchi di corsari.
Da quanto ci riferisce il Camiliani, si deduce che un porticciolo ed una tonnara esistessero in tempi molto precedenti lo studio dei Camillani stesso, ed anche precedentemente alla costruzione del fortilizio, a difesa e dominio del mare, fatto erigere nel 1579 dal Conte Luigi Enriquez Cabrera, in ossequio ad una delibera parlamentare proposta dal Viceré don Marco Antonio Colonna.
Nel 1606 alcuni pirati della Barberia assaltarono tre vascelli siciliani, depredandoli dei loro carichi di vino e grano. Questo episodio ebbe luogo il 14 giugno vicino all'Isola dei Porri. Gli stessi pirati, tre giorni dopo, travestiti da cristiani, presero terra a Mazzarelli attaccando un altro vascello siciliano lì attraccato, e fecero prigioniero il guardiano della Torre Cabrera.
Dopo varie vicende, su richiesta di Andrea Valseca, il feudo di Gallimeli o Mazzarelli venne innalzato a Baronia da Giovanni Fernadez Paceco, Marchese di Vigliena e di Sicilia. Il Valseca, poi, esattamente il 17 maggio 1609, giurò fedeltà alla Corona di Spagna ,ottenendo il titolo richiesto per sé ed i suoi eredi. In cambio, accettò l'onere di prestare servizio militare con un cavallo armato, e l'obbligo di riprendere investiture ad ogni passaggio della Corona di Spagna, pagando il diritto di decima per ogni acquisto o vendita.
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